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TERRORISTI “INNOCENTI”
di Giovanni Falcone


Con la recente sentenza di assoluzione emessa da un Giudice del Tribunale di Milano contro alcuni extracomunitari accusati di “Terrorismo internazionale”, personalmente, ma ho ragione di credere gran parte dell’opinione pubblica, è rimasta quantomeno disorientata.

Ovviamente parlo del sentire comune che accompagna ognuno di noi nella vita di tutti i giorni, posto che, soprattutto dopo il gravissimo attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri gemelle di New York, la nostra comune sensibilità è decisamente aumentata.

Il Terrorismo che stiamo imparando a conoscere negli ultimi anni a livello planetario, secondo una interpretazione della religione musulmana, rientra nel più ampio progetto di Jihad, concretamente attuata attraverso una strategia violenta, in danno di tutto il mondo occidentale considerato “infedele”.

Le risultanze investigative e processuali rese pubbliche dagli organi di stampa, hanno documentato le ipotesi accusatorie, provate da intercettazione telefoniche, ovvero ammesse da alcuni componenti la stessa organizzazione, quali:

• Il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in Italia e verso altri Stati;
• Il procacciamento di falsi documenti di identità per i componenti dell’organizzazione;
• Il reclutamento di una pluralità di persone da inserire nell’associazione ed eventualmente da inviare nei campi di addestramento ubicati in Iraq;
• L’invio dei militanti nelle “zone di guerra” a sostegno delle attività terroristiche ivi progettate ed eseguite contro il “nemico infedele”;
• La raccolta dei finanziamenti per il raggiungimento degli scopi;
• Il proselitismo effettuato anche nei luoghi di culto e in appartamenti, attraverso video, cassette, documenti propagandistici e sermoni incitanti al terrorismo e sacrificio personale in azioni suicide destinate a colpire il nemico “infedele”;
• La predisposizione di tutti i mezzi necessari per l’attuazione del programma criminoso dell’associazione e per il sostegno ai “fratelli” ovunque operanti.

Di fronte a gente così decisa ed organizzata a perseguire simili obiettivi, resto decisamente impressionato.

Tale disagio, viene fortunatamente attenuato dalla immensa fiducia che, come comune cittadino, nutro nell’opera di prevenzione svolta dai nostri Servizi e dalle Forze dell’Ordine.

Resto alla fine “terrorizzato” dal giudizio di assoluzione emesso dalla nostra Magistratura che, invocando autonomia ad ogni piè sospinto, in qualche caso dimentica che il Legislatore, nel riscrivere quella parte del Codice Penale (Artt.270, 270bis e ter), forse ha voluto interpretare proprio quel sentire comune, oggi così fortemente vilipeso, attribuendo la qualifica di “patrioti” a imputati di tal fatta.

Bari, 03 febbraio 2003

Si ringrazia Giovanni Falcone per la collaborazione.

giovannifalcone@excite.it

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