CINQUE ANNI FA L'ADDIO ALLA LIRA

ROMA - E' uscita di scena cinque anni fa. Ma nelle case degli italiani e' ancora presente. Il corso legale della lira e' terminato infatti il 28 febbraio 2002. Gli italiani dopo 55 anni le dissero addio, rimpiazzandola con l'euro, ma senza separarsene del tutto. In circolazione, infatti, ci sono ancora 59 milioni di banconote, per un controvalore di 3.500 miliardi di lire. Chi decidesse, alla fine, di cederle definitivamente puo' comunque ancora farlo: basta recarsi, entro il 2012, presso le Filiali della Banca d'Italia, o spenderle negli ormai rari esercizi commerciali che ancora le accettano.

Oltre il 65% degli italiani - spiegano le associazioni dei consumatori - sente nostalgia della vecchia lire ''non tanto per motivi affettivi ma perche' addebita all'entrata in vigore dell'euro una spirale dei prezzi, in alcuni causi un raddoppio a causa degli omessi controlli''. Alla mezzanotte del 28 febbraio 2002, oltre 300 milioni di cittadini europei videro perdere corso legale alle proprie valute nazionali. I primi a passare all'euro quale unico mezzo erano stati stati gli olandesi un mese prima (alla mezzanotte del 28 gennaio), seguiti dagli irlandesi (9 febbraio) e francesi (17 febbraio). I rigorosi tedeschi in teoria avrebbero voluto disfarsi del loro amato marco in una sola notte, quella di Capodanno, ma alla fine l'uso dei marchi si estese fino alla fine di febbraio.

Andando in pensione, la lira si e' portata dietro 1.000 anni di storia. E' stata l'unita' di peso dei Romani, Carlo Magno la trasformo' in unita' monetaria astratta e Napoleone, per primo, ne conio' una di metallo. Nel corso dei secoli il nome della lira e' stato sempre vivo (''tra le tante avventure - disse un giorno Guido Carli - e' gia' molto che abbia conservato il nome che porta''), resistendo ai tentativi di cambiarlo. I Dogi di Venezia, ad esempio, passarono dalla 'lirazza' alla 'lirona' fino alla 'liretta'. Le sue origini sono legate a un peso: la libbra romana che equivaleva a 325 grammi attuali. Fu Carlo Magno che trasformo' la libbra da peso in moneta (il 'denaro', equivalente a 240 denari) per estendere alle terre occupate in Italia il sistema che il padre, Pipino il Breve, aveva adottato nel Regno franco.

In realta', pero', la lira non esisteva: il 'pezzo' era soltanto un'idea che, per la storia, non sarebbe piu' tramontata. Mille anni dopo, nel 1808 Napoleone I faceva coniare dalla Zecca di Milano la prima 'lira italiana', mentre quella arrivata fino ai nostri giorni come unita' di moneta e' la lira del sistema decimale introdotto da Vittorio Emanuele I. Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861 si pose il problema della totale imposizione della nuova moneta nei modelli e nella titolazione. E la Zecca si mise al lavoro. Negli anni successivi vengono battute monete d'oro da 100, 20, 10 e 5 lire e monete d'argento da 5, 2, 1 lira e 20 centesimi nonche' monete di rame.

Non vi fu alcuna indicazione a cambiarle nome anche se qualcuno ci provo' con il 'marengo italiano' e con lo 'scudo'. Alla vigilia della Prima Guerra mondiale per conservare il metallo furono emessi buoni di cassa con l'effige di Vittorio Emanuele III. Per effetto delle sanzioni fu ritirata la moneta metallica. Nel '44 venne emesso un nuovo biglietto di Stato, mentre nel '43 l'occupazione alleata dell'Italia porto' una nuova moneta: l'AM-lira. Il resto e' storia recente, dove fa 'capolino' anche l'inflazione a causa della quale, nel 1959, viene sospeso il conio delle monete da 1 e 2 lire. Nel 1960 la lira ha incassato il primo riconoscimento internazionale, venendo ammessa nel Fondo Monetario Internazionale. Nel 1973 il sistema monetario, e dunque anche la lira, passa al modello dei cambi flessibili e nel 1978 la lira entra nello Sme, inizialmente inserita in una banda di oscillazione speciale del 6%. Durera' fino al 1990, quando la 'forchetta' viene ristretta al 2,25%.

E' l'anticamera degli anni 'difficili', culminata nel settembre del 1992 con la fuoriuscita dal sistema monetario europeo. Un 'esilio' che durera' 4 anni: il 25 novembre 1996 la lira rientra nello Sme. Tre anni piu' tardi - e' il 1999 - la moneta italiana entra nell'euro. Alla fine dell'anno escono di produzione le monete da 50, 100, 200 e 500 lire. Giovedi' 27 luglio 2001 le macchine del Servizio fabbricazione carte valori delle Banca d'Italia, stampano le ultime lire. Sono banconote da 5 mila.

Fonte: (Ansa)