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Discussione: Vita Quotidiana

  1. #1
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    Predefinito Vita Quotidiana

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    Ultima modifica di Rakshasa; 20-06-2011 alle 16:59

  2. #2
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    Ho fatto un paio di appunti modificando il tuo post, Fra, leggi.

    Poi copio quello che ho trovato di scritto, mi sa parecchio da modificare anche questo ma almeno abbiamo una base.



    FESTIVTA'

    Quattro volte all'anno ogni città del regno celebra una festività ufficiale, riconosciuta da governo e religione, ed in quel preciso giorno nessuno può continuare il proprio mestiere se non ai fini di condurre l'organizzazione delle varie manifestazioni che sorgono a seguito della festa stessa.

    - Solstizio d'Inverno, o Profondinverno: questo giorno viene celebrato dai nobili e dal monarca con un giorno di festa chiamata Grande Festival dell'Inverno, giorno ideale per banchetti atti a rinnovare o stringere nuove alleanze in previsione dei tempi duri per raccolti e commerci. La gente comune invece non apprezza affatto questo giorno, proprio a causa dei tempi duri che preannuncia; lo chiamano solitamente "Giorno della Morte". I contadini, infatti, sono ancora largamente influenzati dai cicli lunari e delle stelle che segnano lo scorrere dell'anno agricolo che inizia con Profondinverno, alla fine dei raccolti, quando il terreno viene preparato per l'inverno. La vigilia di questa festa è la festività principale del calendario e rappresenta l'ultimo raccolto. I popolani usano lanciare nel fuoco le ossa del bestiame macellato e, una volta che i falò sono stati accesi, tutti gli altri fuochi vengono spenti ed ogni famiglia prende molto solennemente il nuovo fuoco dal falò. Spiritualmente parlando, la festa è un momento di contemplazione. I morti con onore vengono ricordati in questa grande festa; questo è il periodo più magico dell'anno: il giorno che non esiste.

    - Equinozio di Primavera o Verdefoglia: l'inizio ufficiale della primavera è considerato un giorno di pace e festeggiamenti. In particolare nelle terre del Nord, anche se la neve ricopre ancora il terreno, i nobili e i ricchi portano all'aperto fiori cresciuti in stanze speciali all'interno dei castelli. Questi fiori vengono distribuiti al popolo che li indossa o li sparge a terra come offerta a Gynwin perché affretti l'arrivo dell'estate. Nelle tradizioni rurali commemora la morte del "Re Agrifoglio", che simboleggia l'anno vecchio ed il sole al declino, per mano del suo successore, il "Re Quercia", che invece simboleggia l'anno nuovo ed il sole che inizia la sua ascesa. Il rituale tradizionale è una veglia celebrata dal tramonto all'alba successiva (la notte più lunga dell'anno) per assicurarsi che il sole sorga nuovamente.

    - Solstizio d'Estate o Caldestate: questa festività è un momento dedicato alla musica, alla gioia e all'amore. Le conoscenze diventano corteggiamenti, i fidanzamenti si trasformano in matrimoni e gli antichi dei stessi prendono parte assicurando il bel tempo in modo che si possa festeggiare e banchettare nei boschi. Il cattivo tempo in questa notte è considerato un segno infausto pere tutto il resto dell'anno. La festa di Caldestate celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita, coincidente. Nell'antichità, per l'occasione, le sacerdotesse celebravano un particolare rito che involveva l'accensione di un cero simboleggiante la fiamma eterna dell'esistenza. Il cero, all'interno dei templi dedicati alla dea, veniva spento solo all'alba del giorno seguente.

    - Equinozio d'autunno o Granraccolto: questa festività celebra i raccolti autunnali e inaugura un periodi dedicato tradizionalmente ai viaggi. I messaggeri, i pellegrini, gli avventurieri e tutti coloro che desiderano viaggiare partono il giorno seguente, prima che i sentieri diventino una distesa di fango e che la pioggia si trasformi in neve. Si tratta di una festa di ringraziamento per il pane, che rappresenta il primo frutto del raccolto; in alcuni luoghi si celebrava cucinando una figura del Sole fatta di pane per poi sacrificarla e consumarla ritualmente.






    SISTEMA MONETARIO


    Lingotto di [ nome materiale ]

    E' il minerale/materiale più raro di tutta Aidan. Esso viene ricavato dall'estrazione mineraria nelle cave della casata (NOME CASATA NORD), fuso e reso rettangolare a forma di lingotto per poi essere immagazzinato dalla Zecca di Cannith (unico sistema bancario presente nel regno di Aidan, con sede centrale a Sagrath) o nelle casse della Corte Reale.

    Moneta di [ nome lega povera ]

    La valuta più comune di Aidan, viene coniata con una lega povera e abbastanza comune, per poi essere usata da mercanti, avventurieri e dagli stessi sovrani. Il suo valore è direttamente proporzionale alla quantità in circolazione e alle riserve di lingotti. Se viene battuta più moneta di quanto sia la ricchezza reale immagazzinata alla Zecca o alla Corte Reale, essa si svaluta e i prezzi delle merci aumentano.

    Lettera di Cambio [ o come vogliate chiamarla ]

    Sostituisce ingenti trasferimenti di denaro, per comodità, usando pergamene timbrate e convalidate dalla Zecca di Cannith.


    Questa l'idea: la moneta come un'altra fonte di quest.
    Mettiamo una riserva iniziale di tot ricchezza, e man mano che i giocatori ritirano gli stipendi questa riserva decresce. Quando va sotto il totale dei lingotti di [ nome materiale ], i prezzi delle cose aumentano per inflazione. Per farli tornare a livelli normali, periodicamente sono indette spedizioni verso i monti per ricavare nuovo materiale da fondere in lingotti e quindi ristabilire il rapporto diretto fra quantità di moneta emessa e ricchezza reale di XXX.
    Si dovrebbe contare anche la moneta data come ricompensa e premi per la sottrazione al tesoro immagazzinato.





    IL TEMPO E LE STAGIONI

    Giorno e Notte

    I giorni in XXX durano 24 ore, che vengono divise in notturne e diurne in base al sorgere e al tramontare del sole; nelle terre meridionali la durata della notte non varia molto in base alla stagione e la regola che vale tutto l'anno è di 12 ore di di luce e 12 ore di buio. Nel nord, invece, i giorni si fanno decisamente più lunghi d'estate e più brevi d'inverno.
    Una settimana dura di sette giorni.
    Gli orologi in XXX non sono poi così rari, ma la maggior parte della gente è ancora abituata a dividere il giorno in sette parti indicative: alba, mattino, mezzogiorno, pomeriggio, crepuscolo, sera e mezzanotte.
    Ovviamente sono divisioni approssimative, in quanto il tardo pomeriggio di qualcuno potrebbe essere l'inizio della sera per qualcun altro e solitamente sono le tradizioni locali a definire la lunghezza di ciascuna parte del giorno. Contadini, mercanti e persino gli avventurieri meno giovani sono abituati a valutare lo scorrere del tempo a intuizione, dal movimento del sole e dalle attività che che vengono svolte durante la giornata intorno a loro.
    Nelle grandi città lo scorrere del giorno viene invece rimpiazzato dal suono delle campane, usate anche per avvertire i cittadini in caso di pericolo o attacco imminente. La campana suona generalmente una volta ogni ora.

    Il Calendario

    Il calendario attualmente vigente è quello basato sui calcoli matematici dello studioso noto con il nome di Shondar, che ha dato il proprio nome al calendario stesso. Egli divise l'anno di 365 giorni in 12 mesi da 30 giorni ciascuno e frammentando ulteriormente ogni mese in tre decadi. Nel corso dei mesi esistono cinque festività particolari.
    Queste festività segnano il corso delle stagioni e il loro avvicendamento.

    (idee nomi calendario zero XD)
    Ultima modifica di Angelus; 20-01-2011 alle 09:31
    Angelus

  3. #3
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    SUL LINGUAGGIO HO RIPESCATO DI UTILE:


    Primo Idioma

    Quando ancora il passo degli Immortali poteva essere udito da uomini, animali e cose, parlare il Primo Idioma era naturale come respirare l'aria o ammirare gli splendidi Giardini della Creazione. Un tempo uomini e Immortali camminavano fianco a fianco, e si dice che spesso accadeva che anche animali, fiori e sassi partecipassero a lunghe conversazioni su ogni materia degna di conoscenza. Purtroppo, a seguito dei cataclismi della Grande Guerra e della corruzione dell'animo umano, gli Immortali si allontanarono dal mondo conosciuto, abbandonandolo definitivamente o nascondendosi in meandri della terra irraggiungibili per i comuni mortali; da allora questo antico idioma venne usato sempre meno, e mano a mano che il legame con gli eterni si affievoliva, anche il ricordo della lingua ancestrale andava perdendosi. Nei giorni correnti, nessuno ricorda più la lingua morta del Primo Idioma.



    Lingua Arcana

    La Lingua Arcana è un diretto derivato del Primo Idioma e, per quanto questa lingua scritta sia usata da dotti e acculturati, le vicende che fanno capo ad essa sono fra le più bizzarre e imbarazzanti della storia della magia. Si narra che un tale Ron Dente Storto, una volta un ricco possidente che gettò un'intera fortuna ai dadi, perse nella sua ultima puntata un vecchio tomo polveroso e l'oste lo mise con sdegno sotto la gamba mozza di un tavolo traballante cacciando via il giocatore che non era riuscito a pagarsi l'intero debito di gioco. Quel vecchio tomo polveroso rimase lì, a fare da zampa, per non si sa quanto tempo, finchè un garzone disperato per non sapere cosa cucinare per un cliente illustre decise di dare una sbirciata alle pagine ingiallite del curioso oggetto che oramai ornava stabilmente la locanda. Quella stessa sera l'illustre cliente, un noto astronomo di nome Mangus, che poi passerà alla storia come Mangus il Sapiente, assaporò di buon gusto il pasto preparato appositamente per lui e quando volle sapere il nome del cuoco, si ritrovò a parlare all'oste da almeno sei piedi da terra. Stava lievitando sulla sedia su cui era seduto e ci vollero ben due clessidre prima si riuscì a tirarlo giù da li, fra le imprecazione del proprietario e gli squittii del garzone che spiegò da dove avesse preso la ricetta con cui aveva preparato la cena. Mangus, accarezzando la sua folta barba bianca, ascoltò attentamente il ragazzo e pagò l'equivalente di un boccale di birra per avere quel libro polveroso e maleodorante che altro non era che uno dei Tomi della Sapienza scritto nel Primo Idioma. Non si sa bene come quel ragazzo a detta di tutti ritardato e completamente ignorante fosse riuscito a ricavare la ricetta per una salsa che si rivelò essere una pozione di lievitazione, ma l'astronomo decise di prendersi anche lo scemo del villaggio come apprendista per i nuovi studi che aveva in mente di realizzare su quel portentoso ritrovamento. A quell'epoca la Magia era quasi del tutto di stampo Naturale, e si acquisiva mediante la cultura orale, con complicati gesti e rituali che si potevano confondere facilmente nella trasmissione dal Maestro ad allievo. Mangus, che avrebbe voluto intraprendere la carriera di Mago ma allo stesso tempo era profondamente frustrato dalle difficoltà e soprattutto dalle sciocche superstizioni dei maestri che inficiavano secondo lui processi del tutto "scientifici" su come si realizzava un incantesimo, rimase per questo profondamente colpito dal fatto che un semplice garzone fosse riuscito a desumere i componenti e il giusto utilizzo della prima pozione mai scritta su un libro. Il fatto che si potessero tramandare gli insegnamenti magici anche tramite la scrittura fu una notevole scoperta per il periodo. Ma le soprese non finirono li. Quando Mangus chiese al ragazzo di tradurre alcuni passi del libro, scoprì che egli non era in grado di tradurre in lingua comune ciò che leggeva, ma lo capita solo a livello istintivo e riusciva a riportare per iscritto solo strani scarabocchi assomiglianti a forme geometriche. Sempre più infervorato, l'astronomo decise di lasciare i suoi studi e si mise di buona lena a far tradurre tutto il tomo al garzone, mentre lui si occupava di organizzare il primo Convegno sulla Magia invitando i Maestri di Magia che conosceva anche solo per fama. Alcuni non risposero alla sua chiamata e furono per lo più dei custodi gelosi di formule e riti primitive che si preoccupavano più della salvaguardia della natura che di voler condividere le conoscenze con altri praticanti dell'arte magica. Ma molti altri risposero. E quando Magus mostrò loro il tomo interamente tradotto da quei ghirigori incomprensibili, il Convegno decise di adottare l'insieme di simboli come lingua scritta comune per i maghi e vennero fondato le prime Accademie Magiche dove si insegnava l'antica arte arcana. Il tomo della sapienza, infatti, trattava guarda caso proprio sull'uso e la comprensione della magia, e cosa ancora più singolare quell'insieme di simboli geometrici e altri più bislacchi si imprimevano a fuoco nella memoria suggerendo a livello inconscio ogni posa, ingrediente e parola utile per completare qualsiasi incantesimo. Il ragazzo che tutti avevano bistrattato, ridicolizzato e che poi passò alla storia come il progenitore della Lingua Arcana svanì nel nulla poco dopo il Convegno e di lui non si seppe più nulla. Il Tomo della Sapienza Arcana è ancora oggi custodito e sorvegliato nell'Alta Torre della Prima Accademia Magica di Albion.
    Angelus

  4. #4
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    Sì il sistema economico va fatto a parte.
    Ci lavoro appena ho finito gli attributi e roba varia.

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