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Testo unico antiriciclaggio ...fra auspici e previsioni...

Articolo di Giovanni Falcone 6 settembre 2007

“Ho dato disposizioni per un utilizzo più diffuso e flessibile delle ispezioni di vigilanza nell’azione di contrasto del riciclaggio dei capitali illeciti e dell’usura.”

Questa è stata l’introduzione dell’audizione del Governatore della Banca d’Italia davanti alla Commissione Antimafia del luglio scorso, laddove, l’Illustre ospite ha spiegato la strategia che si intende seguire nell’attuazione del dispositivo di contrasto al fenomeno, in vista dell’approvazione dello Schema di Decreto Legislativo per l’attuazione della Terza Direttiva europea sulla lotta al riciclaggio di denaro sporco e al terrorismo internazionale.

Alle misure di carattere organizzativo, come la soppressione dell’attuale Ufficio Italiano Cambi con la contestuale sostituzione della Unità di Informazione Finanziaria (UIF) in seno alla Banca d’Italia, lo stesso Governatore ha chiarito le prossime linee di indirizzo operativo delle verifiche di Vigilanza sui soggetti tenuti alla “Collaborazione attiva”, primi fra tutti gli Intermediari abilitati.

In tale ambito, ha indicato i passaggi essenziali di tali controlli, ovvero esaminare quali iniziative sono state assunte dagli Intermediari per avere un’adeguata conoscenza della clientela, predisponendo efficaci sistemi di controllo interno per la corretta alimentazione dell’Archivio Unico Informatico e per finire alla Segnalazione delle Operazioni Sospette.

L’audizione ha proseguito toccando altri temi, comunque affini alla problematica dell’antiriciclaggio come la necessità di aumentare l’offerta creditizia per contrastare l’usura, soprattutto nei confronti di nuclei familiari notoriamente privi delle tradizionali garanzie; ha ricordato che i tassi d’interesse praticati dalle Finanziarie risultano notevolmente superiori a quelli del sistema bancario, per finire al maggior grado di rischio del credito alle imprese operanti nel Mezzogiorno d’Italia.

In vista dell’elaborando Testo Unico e senza la pretesa dell’esaustività, voglio esprimere degli auspici volti a migliorare quella sinergia operativa fra i soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio e l’Istituzione nel suo complesso.

Più precisamente, mi riferisco:

1. migliorare gli attuali argini alla “Riservatezza delle segnalazioni” (ex articolo 3bis della Legge 197/91). L’attuale “Modus operandi” dell’organo investigativo deputato alle indagini, non assicura di fatto, in alcun modo il dettato normativo;

2. il contesto operativo, soprattutto con riferimento alla Governance ed organizzazione interna dei soggetti deputati alla “Collaborazione attiva”(assenza di apposita Articolazione interna con compiti esclusivi “antiriciclaggio e rapporti con Autorità inquirenti”, del Manuale antiriciclaggio, di un controllo a distanza sulla corretta alimentazione dell’AUI e soprattutto di una adeguata Formazione dei dipendenti), non è in linea con gli indirizzi normativi. La indicata nuova impostazione enunciata dal Governatore sulle verifiche di Vigilanza sembra aver colto in pieno tali lacune;

3. migliorare la normativa in ordine alla “Sospensione dell’operazione”, la cui mancata e concreta applicazione non consente di bloccare i patrimoni mobiliari di soggetti indagati per appartenenza ad associazioni mafiose , vanificando in tal modo ogni sforzo investigativo all’uopo profuso;

4. nell’ambito della Governance degli Intermediari, prevedere un coordinamento adeguato fra l’Antiriciclaggio e l’Ufficio preposto ai rapporti con le Autorità Inquirenti per meglio rispondere ai dettami del Decalogo Banca d’Italia “Istruzioni operative per l’individuazione di operazioni sospette” (ex Punto 1, 6° paragrafo e Punto 4.3, 4° paragrafo);

5. scongiurare la ventilata ipotesi di criminalizzare il c.d. “autoriciclaggio” , laddove significherebbe estendere a soggetti non qualificati (Intermediari abilitati, professionisti, altri operatori economici), il delicatissimo compito del contrasto alla evasione fiscale;

6. evitare l’eccessivo appesantimento di regole, cavilli e precetti vari sulla economia in generale, laddove andiamo a leggere – secondo i contenuti dello Schema Legislativo di Testo Unico – la riduzione a cinquemila euro per la libera circolazione degli assegni . Potrebbe rivelarsi, questo, un provvedimento di intralcio alla economia sana, ove si considerano gli evidenti contenuti di praticità degli assegni*3 nella pratica commerciale;

7. le “Segnalazioni di Operazioni Sospette”, oggi, molto spesso, vengono prodotte solo per fare numero e senza la necessaria ed indispensabile valutazione con il profilo economico-soggettivo del cliente. L’aumentata incidenza del numero di Segnalazioni prodotte, peraltro inutile e/o addirittura dannosa, è anche frutto della estensione ad altri Organi del potere “accertativo” in ordine ad eventuali omissioni – ex comma 7° dell’articolo 6 del Decreto Legislativo nr.56/04;

8. sulle sanzioni, auspico una diversa lettura della omessa e/o ritardata registrazione in Archivio unico, graduandone l’entità e sostituendo l’attuale risvolto penale - dalla multa, quale ipotesi delittuosa - alla sanzione amministrativa.

Nella veste di osservatore esterno, insieme a tanti qualificati interventi ho voluto aggiungere il mio, non tanto per influenzare la stesura finale dell’elaborando Testo Unico Antiriciclaggio in discussione nelle Aule Parlamentari, ma solo per un modesto contributo di pensiero da parte di uno che certi problemi, ahimè, li ha vissuti direttamente.

Bari, 6 settembre 2007

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