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Discussione: 27 Gennaio Giornata della Memoria

  1. #1
    L'avatar di tulipanobianco
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    Predefinito 27 Gennaio Giornata della Memoria


    Per non dimenticare MAI


  2. I seguenti 7 utenti ringraziano tulipanobianco per questa discussione:

    Daniela 69 (27-01-2011), elli (27-01-2011), Giovanna58 (27-01-2011), Mal¨ (28-01-2011), manuela62 (27-01-2011), Nick-name (27-01-2011), Patrizia Auletta (27-01-2011)

  3. #2
    L'avatar di morgana bell
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    "PerchŔ tutti possano ricordare ci˛ che i nostri figli non dovranno mai vedere..."

  4. I seguenti 5 utenti ringraziano morgana bell per questa discussione:

    Giovanna58 (27-01-2011), Mal¨ (28-01-2011), Marina64 (27-01-2011), Patrizia Auletta (27-01-2011), tulipanobianco (27-01-2011)

  5. #3
    L'avatar di Mal¨
    Mal¨ Ŕ offline Moderatrice
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  6. I seguenti 4 utenti ringraziano Mal¨ per questa discussione:

    Giovanna58 (27-01-2011), manuela62 (27-01-2011), Patrizia Auletta (27-01-2011), tulipanobianco (27-01-2011)

  7. #4
    artemide Ŕ offline Crocettina Platinum
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    AffinkŔ tutto ci˛ non venga mai dimenticato.....
    1 preghiera
    Si sta come
    d'autunno
    sugli alberi
    le foglie
    G.Ungaretti

  8. I seguenti 2 utenti ringraziano artemide per questa discussione:

    Daniela 69 (27-01-2011), Mal¨ (28-01-2011)

  9. #5
    L'avatar di CIANA
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  10. I seguenti 3 utenti ringraziano CIANA per questa discussione:

    Daniela 69 (27-01-2011), Mal¨ (28-01-2011), manuela62 (27-01-2011)

  11. #6
    Nick-name Ŕ offline Banned
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    ciao , avete seguito ieri sera lo spettacolo di paolini??????

    Paolini: che faremmo noi?

    Nel 1933 partý la sterilizzazione delle persone affette da malattie ereditarie. Nel 1939 le "uccisioni pietose" dei bambini. Lo narra un grande attore in un grande spettacolo.

    27/01/2011 Marco Paolini in "Ausmerzen - Vite indegne di essere vissute".


    “Non Ŕ un’operazione di archeologia storica, nÚ volevo celebrare la Giornata della memoria. Sono sempre stato allergico agli anniversari, questi santi laici in calendario che servono solo per liberarsi del pensiero il giorno dopo. Questa vicenda, lungi dall’essere soltanto una storia complessa e poco nota, ormai lontana nel tempo, ha molto a che fare con noi e con il nostro lato oscuro, noi e il nostro rapporto con la malattia mentale, noi e parametri della cosiddetta normalitÓ, noi e coloro che non riusciamo a guardare in faccia una seconda volta”.

    Marco Paolini, l’artista veneto che ha portato in tv il teatro civile (dai tempi di Vajont ritorna sul grande schermo con Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, un monologo duro, stile “Paolini”, che il 26 gennaio va in scena dalle cucine dell’ex-ospedale psichiatrico “Paolo Pini” di Milano e trasmesso in prima serata su LA7, la vigilia dell a Giornata della Memoria. L’attore vuole subito avvertirci: il suo racconto Ŕ datato, certo, ma attenti, perchÚ scomoderÓ le nostre coscienze, tenterÓ di provocare nello spettatore la domanda che noi spesso eludiamo: “Ma che farei io al posto di quella gente?”.
    - Quale gente,Paolini?


    “Anzitutto un’intera classe medica di un Paese, la Germania degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, che assieme agli psichiatri si rende complice dello sterminio di oltre 300 mila tra malati psichiatrici, handicappati e persone affette da malattie genetiche. Una strage che pass˛ sottotraccia solo perchÚ questa cifra non aggiungeva molto ai milioni di vittime dell’Olocausto e al giudizio della storia sul nazismo e la dittatura hitleriana. Insomma Ŕ la storia di ci˛ che la ‘brava gente’, professionisti, medici di famiglia, infermieri, non le sadiche SS, o gli spietati gerarchi hitleriani, sono riusciti a fare, tenendo in pace la propria coscienza. E’ la storia di tanti medici che mettono a morte i loro pazienti. E’ proprio ci˛ che descriveva Hannah Arendt nella “BanalitÓ del male”. E vorrei evitare ci˛ che noi italiani riusciamo sempre a fare quando facciamo i conti con la nostra storia, e cioŔ darci quella sorta di auto-assoluzione preventiva: siamo stati, per esempio, colonialisti? Ma eravamo, comunque buona gente, diversa dagli altri”. La vicenda che narrerÓ l’attore si consuma ufficialmente dal 1939 fino al 1941, quando lo stesso Fuhrer vi porrÓ fine, almeno in modo formale, ma che si protrae fino alla fine della guerra e oltre: si tratta dell’operazione Aktion T4 (detta anche “programma eutanasia”), dal nome dell’iniziale della via berlinese, la Tiergartestrasse, al civico 4, dov’era insediato l’Ente pubblico per la Salute e l’Assistenza sociale, e l’organizzazione (una specie di societÓ a partecipazione statale) che studi˛ e attu˛ il programma nazista di eugenetica, cioŔ la soppressione di massa di bambini e adulti malati di mente o affetti da malattie genetiche, considerati inutili, appunto “vite indegne di essere vissute”.

    Ma giÓ nel 1933, in coerenza con l’ideologia dell’”igiene razziale”, la legge “sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie” diede il via alla campagna di sterilizzazione di massa di questi pazienti. Si calcola che in soli sei anni furono non meno di 200 mila le persone affette da malattie mentali a essere sterilizzate.
    Dal 1939 si pass˛ alle cosiddette “uccisioni pietose” dei bambini al di sotto dei tre anni. Le segnalazioni dei casi sospetti al Dipartimento di SanitÓ del Ministero degli interni dovevano essere effettuate da ostetriche e pediatri. Per tranquillizzare i genitori dei bambini si spiegava loro che i figli malati venivano spostati in speciali sezioni pediatriche dove ricevevano cure innovative. Ma una volta internati in questi centri intermedi, dopo poche settimane, venivano trasferiti in altre sedi. E in esse, lontano da occhi indiscreti, venivano uccisi tramite iniezioni letali. Nei certificati di morte tutto veniva coperto con un “decesso per polmonite” o “per arresto cardiaco”. Quasi subito il programma di eliminazione si estese anche agli adulti. Dal 1940 le camere a gas sostituirono le iniezioni. Dal 1941, chiusa Aktion T4, i malati psichici continuarono ad essere sterminati, facendoli morire per inedia direttamente nei manicomi, risparmiando gas e farmaci-killer.
    - Com’Ŕ nata l’idea di scrivere questo racconto?
    “A provocarmi sul tema, due anni fa, Ŕ stato mio fratello Mario che lavora nel mondo della disabilitÓ. All’inizio, pensando di farne un documentario, siamo andati sui luoghi della vicenda e a intervistare alcuni testimoni, come Alice Ricciardi von Platen, psichiatra tedesca, membro della commissione medica consulente al processo di Norimberga, e il suo collega Michael von Cranach che, per primo, ebbe il coraggio d’aprire gli archivi su questi fatti, rimossi per decenni”.
    - Quindi una cronaca storica ma che interroga le coscienze, che ha a che fare con le nostre scelte quotidiane. Cosa si racconta sulla malattia mentale?
    “E’ un dato di fatto che le guerre mondiali hanno comportato spaventosi aumenti degli indici di mortalitÓ nei luoghi di detenzione psichiatrica, senza che ci˛ provocasse troppo scandalo. E in genere, i periodi di crisi economica, come lo era quello della Germania dell’ascesa del nazifascismo, fanno mutare i parametri e creano l’occasione perchÚ certe idee possano trovare cittadinanza, tolleranza. Idee che dovrebbero, invece, essere messe al bando assieme a chi le propugna. Insomma Ŕ come se la crisi producesse un abbassamento d’attenzione delle coscienze”.
    E ci˛ pu˛ accadere anche oggi? I parametri possono ancora mutare?
    “Io racconto una storia, non faccio attualizzazioni, nÚ voglio lasciar alcuno spazio a parallelismi assurdi o a forme di determinismo storico. Ma, per esempio, mi pare che il discorso dei parametri sia riemerso solo pochi mesi fa quando un assessore regionale alla SanitÓ propose che i trapianti d’organi fossero inibiti a chi non superava un certo quoziente intellettivo. E non era l’anno scorso che si voleva chiedere ai medici la schedatura dei pazienti stranieri irregolari?”. - Ma vede il rischio di nuove forme di “eugenetica”?
    “Gli amici medici che hanno visto le prove dello spettacolo m’hanno espresso la frustrazione di chi osserva come i nostri servizi psichiatrici siano sempre pi¨ abbandonati a loro stessi. Oggi tocca alla sanitÓ, domani, magari, all’inserimento dei disabili mentali nella scuola. In un momento di crisi e di tagli al servizio pubblico, si pu˛ anche mettere in discussione un modello d’inserimento che Ŕ uno dei fiori all’occhiello del sistema scolastico italiano, preso a esempio all’estero. Qualcuno ha riesumato l’idea delle classi differenziali, o no?”. - Insomma non avremmo ancora imparato la lezione? “Voglio solo dire: attenzione, certe cose sono giÓ avvenute. Non ricadiamoci. Com’Ŕ che nelle piccole comunitÓ, nei paesini, fino a ieri non esistevano i ricoveri per i malati di mente, e col ‘matto’ si conviveva senza problemi? In quella logica il parametro scompariva e rimaneva solo la persona. Il mio monologo vuole muovere proprio questa empatia verso la persona, che sembra sopire sotto la spinta delle urgenze personali e della crisi, quando il rischio Ŕ quello di perdere luciditÓ e ragionare ‘con la pancia’, preoccupati solo di noi stessi”
    - I medici nazisti applicavano il “Programma eutanasia”. Oggi si dibatte attorno alla stesso termine. Il rischio Ŕ sempre quello di voler ridefinire, per legge, “le vite che sono indegne di essere vissute”…
    “Il termine eutanasia che risuona nel mio lavoro non ha assolutamente il senso che il dibattito attuale dÓ alla stessa parola e sul quale s’Ŕ divisa l’Italia un anno e mezzo fa”.

    - Ma sul “fine vita” Marco Paolini che pensa?
    “ Non ho certezze. Qual Ŕ il confine tra accanimento terapeutico ed eutanasia? Troppo spesso si trasformano queste esperienze dolorose in categorie, senza avere un’idea di cosa significhino. Chi non ha vissuto sulla propria pelle questi problemi abbia almeno l’umiltÓ di parlarne a bassa voce. Se guardo, poi, come il dibattito e la pratica eutanasica si sono sviluppati in certi Paesi, come l’Olanda ad esempio, resto davvero perplesso. Ancora una volta la “brava gente” riesce a compiere atti terribili”. - Nel 1941 vi fu chi si oppose allo sterminio “eugenetico”. Che accadde? “Che l’arcivescovo di MŘnster, Von Galen, tuon˛ contro il piano e l’impatto del suo intervento fu cosý deflagrante che costrinse Hitler a rinunciare al T4, chiudendo le camere a gas dei manicomi. Ci˛ dimostra che una sola voce, purchÚ autorevole, pu˛ molto. Come, all’opposto, molto potŔ la scelta individuale di chi aderý al progetto”.

    - I responsabili e i collaboratori del progetto furono processati a Norimberga. Come ne uscirono?
    “Medici e funzionari non subirono pene esemplari. Paradossalmente, meglio cosý: quelle sentenze ci impediscono di pensarli come criminali appartenenti a un’altra galassia e ci Ŕ pi¨ facile vederli come la ‘brava gente’. Come potrei essere io, o i miei vicini di casa”.

  12. Per questo Post, l'utente Nick-name e' stato ringraziato da:

    Mal¨ (28-01-2011)

  13. #7
    L'avatar di marinasmn
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    27 Gennaio Giornata della Memoria-giornatamemoria2-jpg Grazie di averlo ricordato anche qui...........
    Marina :maglia:
    E' importante non limitarsi ad aiutare qualcuno per dovere o per diletto.
    Se lo si fa con amore e compassione, con un sorriso e con parole gentili,
    si procura di certo una gioia agli altri.
    L'atto in se stesso pu˛ sembrare identico,ma i benefici che esso comporta sono infinitamente superiori.
    (Dalai Lama)

  14. Per questo Post, l'utente marinasmn e' stato ringraziato da:

    Mal¨ (28-01-2011)

  15. #8
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    Dal1996 in Germania il 27gennaio Ŕ un "Giorno della Memoria" per le vittime del nazismo .
    In questo giorno il campo di concentramento di Ausschwitz f¨ liberato 1945 dall' Armata Rossa. In questo campo circa un milione di persone sono state uccise. Il campo Ŕ rappresentante per l'omicidio di massa di oltre sei milioni di persone.
    Il 27gennaio Ŕ dal 2005 la "Giornata internazionale della Memoria dell'Olocausto".
    Una giornata per ricordare la sofferenza infinita e indescrivibile, una sofferenza che non pu˛ mai essere dimenticata.

  16. Per questo Post, l'utente elli e' stato ringraziato da:

    Mal¨ (28-01-2011)

  17. #9
    L'avatar di orange juice
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    Un fiore per tutte le vittime dello sterminio!


    "Nella parola Shoah, voce biblica che significa ôcatastrofe, disastroö, Ŕ implicito che quanto Ŕ accaduto non ha alcun significato religioso, contrariamente a ci˛ che richiama il termine olocausto, spesso usato, che rinvia a unĺidea di sacrificio di espiazione. La Shoah Ŕ piuttosto un genocidio, ovvero unĺazione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, Ŕ finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso".

    da http://www.binario21.org/stermishoah.htm




    "Leggere il REGOLAMENTO Ŕ sempre utile!!"


    Orange Juice - Il mio Album su megghy[/FONT]
    I miei gruppi: "Passione gatto", "Megghydipendenti", "Pizza... che bontÓ!"

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    Mal¨ (28-01-2011)

  19. #10
    L'avatar di manuela62
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    grazie ragazze per avere ricordato questo giorno
    dobbiamo insegnare anche ai nostri figli a non dimenticare,
    perchŔ nel mondo non devono pi¨ succedere delle atrocitÓ come queste
    una preghiera per tutti i martiri che hanno subito tutto questo
    baci a tutte manu




  20. I seguenti 2 utenti ringraziano manuela62 per questa discussione:

    Daniela 69 (27-01-2011), Mal¨ (28-01-2011)

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