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Anagrafe dei conti e Fantasia Investigativa

Articolo di Giovanni Falcone 20 giugno 2007

Una delle principali novità del panorama legislativo degli ultimi tempi, sembra essere riconducibile alla costituzione dell’ “Anagrafe dei conti e dei depositi” di cui alla manovra estiva dell’anno 2006 , peraltro attesa dal 1° marzo 1992.

E’ stato un iter lungo, difficile e contrastato: possiamo dire che si è trattato di un parto sofferto.

E’ uno strumento semplice, di particolare utilità per l’azione investigativa, tanto per finalità di contrasto alla evasione fiscale, tanto al crimine organizzato.
Se da un lato non appaiono condivisibili alcune manifestate preoccupazioni, secondo le quali l’Istituzione sarebbe diventata una sorta di “Occhio e/o orecchio permanente” in danno della Privacy del cittadino, dall’altro appare innegabile l’evidente contributo per la qualità e speditezza degli accertamenti.

Come ho avuto modo di dire in altre occasioni - , lo strumento è paragonabile ad un “Elenco telefonico” attraverso il quale è possibile accedere ad una struttura accentrata (Anagrafe dei conti), per conoscere presso quale banca e/o intermediario finanziario risulta essere cliente una determinata persona interessata da un’attività d’indagine, di natura fiscale ovvero scaturita sulla base di altre motivazioni (indagine di polizia giudiziaria).
L’Anagrafe dei rapporti finanziari ha costituito una nuova ed apposita sezione dell’Anagrafe Tributaria, il cui accesso, come previsto dall’articolo 7, comma 11 del Dpr 605/73, è consentito, oltre agli Ispettori del Fisco (Funzionari dell’Agenzia delle Entrate e Guardia di finanza), anche a:
• Autorità Giudiziaria, nel contesto di indagini penali;
• All’Ufficio Italiano Cambi, relativamente all’analisi Antiriciclaggio riguardanti le Segnalazioni di Operazioni Sospette;
• Al Ministro degli Interni, al Capo della polizia, al Direttore generale di Pubblica Sicurezza, ai Questori, al Direttore delle Direzione Investigativa Antimafia nell’ambito di procedimenti penali disposti dalla competente Autorità Giudiziaria.

 

CONTENUTO E FINALITA’ DELL’ANAGRAFE

Partita il primo maggio u.s., l’Anagrafe dei conti e dei depositi raccoglie tutte le anagrafiche della clientela degli Intermediari bancari e finanziari operanti sul territorio nazionale, ivi compreso il codice fiscale, per rapporti accesi e/o estinti dal 1° gennaio 2005.

L’Organo investigativo, pertanto, una volta entrato in questa Banca dati, avrà la possibilità di conoscere – praticamente in tempo reale – presso quali Istituti di credito o altro Intermediario finanziario la persona oggetto di accertamenti ed indagini intrattiene rapporti di ogni genere e natura (conto corrente, deposito a risparmio, nominativi o portatore, dossier titoli, gestioni patrimoniali etc.), pur senza conoscere il contenuto, né quello riferibile al saldo e meno che mai alla movimentazione.

Per poter conoscere le citate informazioni sensibili (movimentazioni e saldo), bisognerà attivare i consueti poteri di investigazione propri di ciascuna articolazione operativa, attraverso l’autorizzazione dell’Amministrazione Finanziaria e/o dell’Autorità Giudiziaria in presenza dei necessari presupposti .

Le finalità dell’Anagrafe risultano quindi circoscritte alle esigenze investigative contemplate della vigente normativa che regolano la materia degli accertamenti bancari, in materia di Norme comuni per l’accertamento dei redditi – ex art. 32 del Dpr 600/73 – ovvero alla disciplina dell’imposta sul Valore Aggiunto – ex art.51 Dpr 633/72.

Con riferimento invece alle indagini di Polizia giudiziaria per l’accertamento di reati – ex art. 248 Cpp - , le informazioni contenute nell’Anagrafe potranno essere acquisite nell’ambito di indagini in procedimenti penali o per l’applicazione di Misure di prevenzione (Obbligo o Divieto di Soggiorno, Sorveglianza speciale), o di contrasto alla criminalità organizzata .

 

L’ANAGRAFE, COME STRUMENTO D’INDAGINE

Ad avviso dello scrivente, la funzione più importante di questo innovativo strumento tecnico, da tutti giustamente considerato una sorta di acceleratore dell’attività d’indagine, potrà consentire piuttosto, ulteriori ed importanti attività di screening di carattere patrimoniale, volto alla ricerca dei soggetti di maggiore “interesse investigativo” da utilizzarsi come fonte d’innesco per una potenziale indagine.

 

Mi spiego meglio.

Aver raccolto diversi milioni di informazioni sensibili all’interno di questa Anagrafe dei conti e dei depositi, costantemente arricchita da comunicazioni mensili che perverranno dai diversi Intermediari finanziari, potrà consentire, attraverso apposite transazioni di sistema, la lettura incrociata di tali informazioni, pur senza conoscere il contenuto – almeno in prima battuta.

Per esempio, si potrà chiedere all’Anagrafe:

• Le persone fisiche (privati consumatori privi di attività economiche), titolari di dieci o più rapporti;
• Le persone giuridiche (società di persone, società di capitali etc.), titolari, anche tramite i rispettivi amministratori e/o loro delegati, di un numero spropositato di rapporti (dossier titoli, gestioni patrimoniali, certificati di deposito al portatore etc.);
• Soggetti diversi (persone fisiche e/o giuridiche) che hanno acceso rapporti oltre una certa distanza dal luogo di residenza o centro dei rispettivi affari, o addirittura, soggetti di nazionalità italiana, operanti su territori esteri (succursali estere di banche italiane);
• Soggetti conosciuti alla cronaca giudiziaria o, ancora meglio ai Casellari giudiziari, come già condannati per reati contro il patrimonio o per altri gravi fatti illeciti o vicini ovvero contigui alla criminalità organizzata, titolari di numerosi rapporti d’affari con il circuito creditizio.

In definitiva, ritengo che mai come adesso il risultato dell’indagine potrà essere direttamente proporzionale alla migliore “fantasia investigativa”.

Chi vivrà…vedrà!!

Bari, 20 giugno 2007""

Giovanni Falcone
Tel. 3357693411
Falcone Consulting Srl
Partita IVA 06483420722 Scritto da Admin il 20 Giugno 2007 alle 07:00

 
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