Evasione Fiscale, numeri o qualità?
Articolo di Giovanni Falcone 28 agosto 2007Nell’arco della mia trentennale e passata esperienza nella Guardia di finanza, non di rado mi è capitato di incontrare operatori economici che, seppure sul mercato da svariati decenni, non avevano mai ricevuto una “visita” fiscale.
Oggi, in presenza di una positiva crescita delle entrate tributarie registrata nel recente periodo ed in coincidenza della celebrazione dei primi dieci anni di vita degli Uffici Unici delle Entrate, il Direttore centrale dell’Amministrazione finanziaria, in un recente convegno organizzato a Genova, ha segnalato la esigenza di aumentare il numero dei “verificatori”, per migliorare ulteriormente il trend e per l’attuazione di un efficace piano di contrasto all’evasione fiscale.
In tale quadro, lo stesso alto Dirigente, ha auspicato un rivoluzionario piano aggiuntivo di assunzioni di almeno mille funzionari all’anno, per la intera legislatura fino al 2011 che, dopo una adeguata formazione, verrebbero immessi nel circuito operativo delle verifiche fiscali.
Le statistiche elaborate al riguardo, ci dicono che oggi l’ispettore tributario bussa in azienda ogni 11 anni; l’imperativo corrente sembra essere quello di dimezzare i tempi nel breve periodo.
Il dibattito appena avviato sulla delicata problematica, a mio avviso, ci obbliga a dare una risposta in termini più generali: “Per contrastare la evasione fiscale nel nostro Paese, è preferibile uno Stato di polizia tributaria oppure uno Stato amichevole, rispettoso ed attento alle esigenze del contribuente sia pure inflessibile nella pretesa tributaria?”
Io personalmente propenderei per la seconda soluzione e, per quanto sommariamente, cercherò di spiegarne le ragioni:
• Le aziende nate per frodare il fisco ed evadere la tassazione diretta ed indiretta, abitualmente, hanno una vita molto breve (tra sei mesi ed un anno) e non aspettano i tempi della verifica. Normalmente si tratta di società di capitali (Srl), monosocio, in genere utilizzate come “teste di legno” da grandi realtà economiche apparentemente estranee alla strategia e pianificazione criminale. Questi signori, amministrano contemporaneamente quattro o cinque società che, dopo una vita media di sei mesi o massimo un anno, vengono poste in liquidazione allo scopo di rendere più difficoltosa una eventuale attività investigativa ;
• Le piccole imprese invece, quando riescono, attuano una evasione fiscale di pura sopravvivenza perché di questo si tratta in presenza di una tassazione che supera il 50%. L’alternativa a tale condotta che tanti moralisti chiamano criminale, è la chiusura, la delocalizzazione o cambiare mestiere .
• Mandare la Guardia di finanza in un’azienda di medie dimensioni (3-5 milioni di euro di fatturato) ogni lustro, significa una permanenza in loco di almeno 6-8 mesi, con innegabili riflessi negativi sulla operatività dell’impresa;
• Le grandi aziende studiano invece soluzioni più sofisticate, finalizzate ad eludere la tassazione sia pure nel rispetto della normativa.
Il vero problema a mio avviso, non è mai stato quello di raddoppiare l’attività ispettiva sotto il profilo numerico, di quantità o addirittura di aumentare gli adempimenti burocratici , bensì quello di affinare e migliorare la qualità del controllo.
In altre parole, per non asfissiare il contribuente onesto, devo ottimizzare la verifica fiscale attraverso una seria programmazione, individuando gli obiettivi attraverso una intensa e preventiva azione di intelligence e di analisi degli indici di capacità contributiva (tenore di vita, investimenti immobiliari realizzati, autovetture, natanti, cavalli, vacanze all’estero etc.).
Questo metodo, evidentemente, rappresenta l’unica alternativa se non voglio utilizzare le informazioni del risparmio amministrato che metterebbe a nudo ed in tempo reale la vera evasione fiscale .
In definitiva, la domanda che ci dobbiamo porre deve essere la seguente: “E’ preferibile recuperare il 10-15% da quelli che già mi pagano il 70% o inseguire l’evasore totale perché sconosciuto al fisco?”
In presenza di una tassazione così alta, aumentata senza ritegno nell’ultimo anno di ben due punti percentuali, raggiungendo una soglia da record nell’intero panorama tributario planetario, credo che sia preferibile inseguire ed individuare l’evasore totale, invece di asfissiare colui che le tasse già le paga sia pure in qualche caso, solo parzialmente…per legittima difesa.. s’intende!!
Bari, 28 agosto 2007
1 L’evasione dell'iva nella triangolazione commerciale con l'estero
2 RIDURRE LE TASSE PER ABOLIRE I CONDONI TRIBUTARI
3 LABIRINTO FISCALE
4 EVASIONE FISCALE
“Fra il dire e il fare c’è di mezzo…..il diritto alla Privacy..”
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