La diagnosi del Governatore, la terapia della Politica
Alla relazione del governatore della banca d’Italia letta in occasione del tradizionale appuntamento annuale davanti alle massime espressioni industriali e finanziarie, ha fatto seguito, più che in passato, un generale e condivisibile apprezzamento anche da parte di numerosi rappresentanti politici.
E’ stata una radiografia impietosa dei nostri mali, delle disfunzioni e di tutto ciò che non funziona nel sistema Paese nel suo complesso, toccando anche il sistema bancario, laddove ha ricordato l’esigenza di rafforzare i requisiti patrimoniali e organizzativi delle banche, onde meglio fronteggiare possibili scenari di crisi nonché di migliorare gli obblighi informativi dei bilanci.
L’importante appuntamento è servito a meglio lumeggiare esigenze note, da molti avvertite, ma che l’autorevolezza dell’intervento ha ovviamente amplificato, come quella di ridurre la tassazione , migliorare i servizi pubblici abbattendo le rendite improduttive e rafforzando la concorrenza – nazionale e locale, adeguare le infrastrutture superando la pratica dei “NO”, garantire legalità e sicurezza, migliorare la macchina della giustizia anche attraverso una semplificazione del quadro legislativo. Ha anche ricordato l’esigenza di rivedere l’attuale sistema pensionistico rimuovendo i vincoli e disincentivi esistenti per il prosieguo dell’attività lavorativa.
Se questa è stata la diagnosi che ho sommariamente descritto, per quanto allarmante, bisognerà concepire con la necessaria urgenza una terapia d’urto praticabile e concreta nel breve-lungo periodo che possa dare ossigeno alle generali aspettative delle famiglie e delle imprese per una nuova rinascita economica.
I primi interventi del nuovo Esecutivo, sembrano andare in questa direzione, che hanno già registrato una graduale riduzione del carico fiscale (detassazione degli straordinari e abolizione dell’ICI sulla prima casa) ad una maggiore sicurezza sul territorio (maggiore controllo della immigrazione clandestina e modifiche all’attuale legislazione antimafia per la lotta alla criminalità organizzata):
Ora, bisognerà continuare senza indugio sulla strada tracciata dei warning lanciati dal Governatore a cominciare:
• Dal taglio alla spesa pubblica improduttiva, facendo funzionare meglio la macchina dello Stato, isolando i c.d. fannulloni e premiando condotte virtuose attraverso una generalizzata responsabilizzazione della dirigenza pubblica;
• Da una incisiva riduzione del carico fiscale nel lavoro dipendente e, a seguire, sull’impresa per migliorare la competitività sul panorama europeo e internazionale del mercato globalizzato;
• Da una modifica sostanziale dell’attuale sistema pensionistico (oggi viene corrisposta la pensione di anzianità nella misura massima a coloro che hanno totalizzato 35 anni di contributi, nel mentre viene completamente negata a coloro che hanno superato tale soglia: E’ PARADOSSALE);
• All’adeguamento delle infrastrutture – soprattutto nel Mezzogiorno – con contestuale abolizione di contributi elargiti con la formula “a babbo morto” - - , avuto riguardo alla rete idrica, viaria, autostradale, ferroviaria e aereoportuale, per superare definitivamente l’attuale situazione da terzo mondo;
• Al controllo del territorio, con una diversa distribuzione delle risorse in campo (Tribunali, Forze di polizia etc.).
Basta con le chiacchiere, attendiamo i fatti.
Casamassima, 04 giugno 2008
Scritto da Admin il 6 Giugno 2008 alle 11:21
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