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Decisione del Consiglio di Stato sul fermo amministrativo delle auto
Mercoledì, 28 Luglio 2004
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Decisione del Consiglio di Stato
Fermo amministrativo della auto? Ora basta
Esulta la Life: «Finalmente»

Conegliano
Rimbalza nuovamente a Conegliano la protesta contro le "ganasce fiscali". Nella città del Cima, dov'era partito il primo vittorioso ricorso al Tar contro il fermo amministrativo, scatta ora la controffensiva dei 16mila contribuenti trevigiani (la stima è della Life) "appiedati" nell'ultimo anno e mezzo da Uniriscossioni. L'associazione di viale Italia 194 assisterà infatti gratuitamente i cittadini che vorranno liberarsi del provvedimento e chiedere il rimborso delle spese eventualmente sostenute.

La misura cautelare è stata definitivamente sospesa dal Consiglio di Stato a favore di un residente romano. Ma anche il Tribunale amministrativo veneto aveva accolto un'analoga richiesta di sospensione avanzata dal coneglianese Gianantonio Casagrande, al quale era stato riconosciuto un «danno grave ed irreparabile», in conseguenza del "blocco" disposto per la sua auto. «Per queste vicende - spiega l'avvocato Marta Martini Canato che l'ha difeso in giudizio - si è ancora in attesa del giudizio di merito, il quale dovrà affrontare il problema della mancanza del decreto attuativo a supporto della norma. Ma l'ordinanza d'appello ammette la fondatezza del tema e conferma la sproporzione esistente fra il credito vantato dal concessionario (in genere poche centinaia di euro relative a tributi o canone Rai, ndr) ed il valore del bene che viene sottoposto al fermo amministrativo. Quello che dovrebbe essere un rimedio discrezionale, in realtà è diventato uno strumento coercitivo: salta a piè pari il pignoramento ordinario ma non passa alla fase esecutiva, perché punta piuttosto a convincere il contribuente a pagare la somma dovuta pur di riprendersi un veicolo che gli serve per lavorare».

Spesso, in realtà, se i loro proprietari non cedono i veicoli gravati dal fermo rimangono sospesi in una sorta di "limbo". «In teoria non potremmo guidarli - afferma il vicepresidente provinciale della Life Daniele Quaglia - anche se per disobbedienza civile noi ci mettiamo al volante lo stesso, rischiando una contravvenzione ed il sequestro della macchina. Ma finalmente anche i giudici stanno cominciando a dare ragione ad una battaglia che abbiamo cominciato quasi due anni fa». Dopo le lettere ai parlamentari («Neanche i leghisti che erano stati nostri soci ci hanno aiutati», lamenta Quaglia) e gli esposti a varie Procure per presunti abusi d'ufficio da parte dei concessionari (ma solo a Biella l'inchiesta è ancora aperta), ora la Life ha predisposto degli stampati per i cittadini. Chi ha già pagato potrà ricorrere davanti al giudice di pace per chiedere il risarcimento dei danni, mentre chi è ancora alle prese con le "ganasce fiscali" potrà agire in via di autotutela domandando la revoca del provvedimento.

Angela Pederiva

La redazione di megghy.com

 

 

 
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