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Lo stupro in un film

In Svezia monta la denuncia della violenza


violenza sulle donne


La violenza sulle donne in un film. Il film dello svedese Anders Nilsson uscirà nelle sale il prossimo 30 aprile in 20 copie distribuite da Teodora. L’opera ha già ricevuto il Premio Amnesty International al 57mo Festival di Berlino e narra tre storie parallele tratte dalla realtà.

Nina (Bahar Pars) è una ragazza che morirà su un’autostrada e che deve fare i conti con i propri genitori perché ha trovato un fidanzato. La seconda storia riguarda Carina (Lia Boysen), una giornalista della tv svedese, che solo dopo molto tempo si decide di denunciare le sevizie subite dal marito. Infine, la storia di violenza in cui il protagonista è Aram (Rueben Sallmander), un uomo che gestisce un locale notturno, che diventa testimone di un ferimento, da parte di terzi, comminato ai danni di un suo addetto alla sicurezza. Da quel momento, Aram, sarà perseguitato e minacciato per non confessare l’aggressione.

Il film è stato realizzato, anche per denunciare i dati allarmanti della violenze sulle donne. Infatti, in Svezia almeno 1/3 delle donne ha subito violenza in casa mentre il 70% degli stupri viene compiuto da partner ed ex partner.

articolo di Francesco Iriti
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