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Poteva essere una strage

Bambino in gravi condizioni


dopo la sparatoria


Poteva finire peggio il grave episodio che si è consumato nel pomeriggio di oggi a Melito Porto Salvo, paese in provincia di Reggio Calabria. Francesco Borello, pregiudicato, era l’obiettivo del sicario che ha agito a volto scoperto davanti ad un’immensa folla di circa 600 persone, la maggior parte bambini. Infatti, nel tempietto annesso al Santuario di Maria SS di Porto Salvo, si stava allestendo la recita di fine anno delle scuole materne del paese.

Grave Antonino

Durante lo scontro tra Borrello ed il killer, giunto sul posto a bordo di uno scooter, sono partiti alcuni colpi sparati da una pistola 7.65 semi automatica. Uno dei proiettili ha raggiunto il piccolo Antonio Laganà, di quattro anni, che si trovava seduto su una sedia vicino al luogo incriminato. Subito si è creata una ressa tra la gente presente colpita dal panico e da tanta paura che ha cercato riparo per se stessi e per i propri cari.

Operazione per il bambino
Il proiettile vagante si è conficcato nella zona occipitale di Antonio senza, per fortuna, colpire parti vitali. Naturalmente il bambino ha perso molto sangue ed ha avuto delle complicazioni vascolari anche se è rimasto sempre vigile e durante la serata è stato sottoposto ad intervento chirurgico per rimuovere il proiettile.

Ferito l’obiettivo
Solo un colpo alla gamba per il pregiudicato che è riuscito a divincolarsi dall’agguato anche grazie all’ausilio di una bicicletta che, secondo le prime ricostruzioni, era in dotazione dello stesso. Si tratta della terza volta che Francesco Borrello viene ferito.
 

articolo di Francesco Iriti
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