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Morto il ragazzo picchiato a Verona

Salgono a tre gli arrestati


tre degli aggressori già arrestati


Nicola è morto

E’ morto Nicola Tommasoli, il ragazzo 29enne picchiato selvaggiamente durante la notte del primo maggio. Il giovane è stato dichiarato morto dai medici che fino all’ultimo hanno cercato di farlo riprendere dal coma nel quale versava sin dall’incidente. La conferma del decesso è stata data intorno alle ore 18 dal direttore sanitario dell'azienda ospedaliera di Verona, Pierpaolo Benetollo.  Fatali sono stati i colpi alla testa inferti dal “branco” composto da cinque ragazzi che hanno agito per punire il rifiuto della vittima di offrire una sigaretta. La famiglia di Nicola ha espresso il desiderio di donare gli organi e i tessuti.

Si è consegnato Raffaele

La morte del giovane è avvenuta nel giorno dell’arresto degli aggressori. Infatti, nella notte si era consegnato Raffaele Delle Donne, anche dopo l’insistenza dei suoi stessi genitori. Un arresto che ha colto di sorpresa l’intero paese di San Giovanni Lupatoto, dove viveva la famiglia, anche perché nessuno si aspettava che dietro il “viso pulito” di Raffaele si potesse nascondere un assassino. Lo stesso padre del giovane accusato ha dichiarato: “Vorrei essere il padre della vittima anziché il padre di mio figlio".

Arrestati altri due giovani

Nel frattempo, è continuata l’azione investigativa della Digos della Questura di Verona che ha arrestato altri due giovani che hanno confessato. I due arrestati sono Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario. I tre sono stati interrogati dal pm Rombaldoni mentre gli altri due che erano presenti durante il vile gesto, sono scappati all’estero. 

Omicidio preterintenzionale

I due giovani erano già noti alle forze dell’ordine. Infatti, gli arrestati facevano parte di un gruppo di skinheads che “bazzicavano” nel veronese. La recente morte di Tommasoli ha aggravato la loro posizione che ora dovranno rispondere dell’accusa di omicidio preterintenzionale. La vicenda ha suscitato l’indignazione da parte di tutta la popolazione e gli enti di Verona che hanno anche colto l’occasione per levare il monito sulla questione razzismo e violenza nella zona. Appare comunque assurda tutta la vicenda e forse neanche gli stessi ragazzi sapranno dare una risposta al loro gesto.

articolo di Francesco Iriti
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