Il Senato ha votato la fiducia al governo di Romano Prodi, rinviato alle Camere dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo la crisi politica apertasi la scorsa settimana.
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Il Senato ha votato la fiducia al governo Prodi

Hanno votato si' 162 senatori i no sono stati 157.

Il governo Prodi ottiene la fiducia al Senato per 5 voti di scarto

Il Senato ha votato la fiducia al governo di Romano Prodi, rinviato alle Camere dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo la crisi politica apertasi la scorsa settimana. Hanno votato si' 162 senatori, quattro dei quali a vita. Prodi ha quindi ottenuto 158 voti dai senatori eletti, 'requisito' richiesto per accertare la sussistenza di una maggioranza 'politica' autosufficiente. I no sono stati 157.

ROMA - Il Senato ha confermato al governo Prodi la fiducia approvando con 162 sì la risoluzione della maggioranza. I voti contrari sono stati 157. La maggioranza richiesta era di 160. "Sono molto soddisfatto, adesso andiamo alla Camera". Così il premier Romano Prodi commenta il voto mentre lascia palazzo Madama. "L'unica maggioranza di governo possibile è il centrosinistra. Non esistono alternative". Così il segretario Ds Piero Fassino commenta l'esito del voto di fiducia a Palazzo Madama. "Altre formule vagheggiate - afferma Fassino alludendo a ipotesi di governi tecnici - non hanno alcun realismo politico. Ora il governo Prodi riprende il suo cammino".

DAI SENATORI A VITA 4 SI' E IL NO DI COSSIGA
E' stato un 'no' il primo voto della chiama del Senato sulla fiducia al governo, quello di Francesco Cossiga. Gli altri senatori a vita, però, hanno votato a favore del governo. Uno per uno, hanno detto il loro sì sotto il banco della presidenza Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini e Oscar Luigi Scalfaro. Giulio Andreotti, come ha annunciato nella sua dichiarazione di voto, non ha partecipato al voto. Mentre alla prima chiama risulta assente l'altro senatore a vita Sergio Pininfarina.

Sui Dico "sarò molto chiaro: il governo ha presentato un Ddl in Parlamento e con questo ha esaurito il suo compito": lo ha affermato il premier Romano Prodi nel suo intervento di replica al Senato. Il lavoro del Parlamento sui Dico deve puntare a "costruire un testo per una ampia convergenza": e' quanto ha affermato Romano Prodi nel corso della replica al dibattito generale sulla fiducia a Palazzo Madama. L'auspicio del premier è che il dibattito sia "sereno".

Romano Prodi ribadisce con forza la necessità di una riforma della legge elettorale, con la più ampia condivisione, per dare stabilità al paese ma precisa, nel suo intervento di replica al Senato, che al momento "é inopportuno tratteggiare modelli o designare luoghi deputati". Il premier sottolinea come un fatto importante la "comune condivisione" del Parlamento sulla necessità di modifiche all'attuale sistema elettorale.

MEZZOGIORNO AL CENTRO DELLO SVILUPPO
"Mettere il Mezzogiorno al centro dello sviluppo". E' l'obiettivo confermato da Romano Prodi nel suo intervento di replica al Senato. Il presidente del Consiglio ha rivendicato quanto fatto, a partire dal cuneo fiscale per rilanciare l'occupazione giovanile, è sicuramente una "iniziativa forte e sostanziosa" anche se "non sufficiente". Serve quindi, secondo il premier, una "politica nuova per inserire il Sud come punta avanzata dell'economia europea nei confronti dell'Asia".

RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA
Sui costi della politica "abbiamo preso alcune decisioni, ma non abbiamo fatto ancora abbastanza: rivolgo a tutti, parlamentari e governo, un invito: impegniamoci perché questo è uno dei punti fondamentali della nostra credibilità". Così il premier Romano Prodi nel suo intervento al Senato. "Non possiamo chiedere ai cittadini i sacrifici - ha aggiunto - se non cominciamo a prendere noi decisioni che ci riguardano".

CONCERTAZIONE E AUMENTO DELLA CRESCITA
"Il metodo dell'azione di governo è la concertazione. Un metodo che non serve solo per affrontare i singoli problemi ma anche per lavorare tutti assieme sul fronte della crescita, della produttività e della competitività". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi che al Senato annuncia un programma di confronti nelle prossime settimane con le forze del lavoro e le parti sociali.

AUMENTARE LE PENSIONI PIU' BASSE
"Siamo aperti ai contributi, ma spetta al governo l'onere di una decisione finale per alzare il livello delle pensioni più basse". Lo ha detto il premier Romano Prodi nella replica al dibattito sulla fiducia al Senato.

PREVIDENZA E LAVORO
Il governo sta lavorando a "soluzioni efficaci e eque per la previdenza e il mercato del lavoro":lo afferma Romano Prodi nel corso della replica al dibattito generale sulla fiducia a Palazzo Madama. Per quanto riguarda il sistema previdenziale è "fondamentale" fare in modo che anche i giovani possano avere "pensioni adeguate", nonché combattere "la precarietà". "L'aspetto "più preoccupante è l'insufficienza di cumulazione pensionistica di chi sta entrandone. Non possiamo - dice infatti - preoccuparci solo di chi sta uscendo dal mondo del lavoro ma anche di chi sta entrando. Il terzo obiettivo è "l'innalzamento delle pensioni più basse", conclude Prodi.

ENTI PREVIDENZIALI
"Nella razionalizzazione della spesa pubblica è un passo necessario e richiesto il difficile progetto di riunificazione degli enti previdenziali". Lo ha detto il premier Romano Prodi nella replica al dibattito sulla fiducia al Senato.

FIDUCIA SU RISOLUZIONE UNIONE
Il governo pone la fiducia sulla risoluzione dell'Unione al Senato: lo ha annunciato nell'Aula di Palazzo Madama il presidente del Consiglio Romano Prodi.

PRODI, ANCHE FT RICONOSCE VALIDITA' NOSTRA POLITICA
"Anche un giornale che non è amico come il Financial Times ha riconosciuto come i nostri provvedimenti di giugno sono stati di grande importanza per dare un senso di novità e che anche in Italia si può cambiare". Lo afferma il presidente del Consiglio, Romano Prodi.

PRODI, FIDUCIA PER ANDARE AVANTI CON LE RIFORME
Il governo "ha la ferma intenzione di andare avanti con queste riforme. Per questo pongo la fiducia sulla la risoluzione che ha come prima firma quella della Finocchiaro che mira a rinnovare il patto fiduciario con il Senato". Lo afferma Romano Prodi all termine della replica al dibattito generale sulla fiducia a Palazzo Madama.

PRODI AL SENATO, VOSTRO VOTO PER SLANCIO IN AVANTI
"Ho chiesto il vostro voto per portare a termine quanto vi ho esposto: la coalizione ha raggiunto un accordo forte e coeso su questi punti fondamentali. Sono certo che il Paese potrà trovare rapidamente una possibilità di slancio in avanti che gli è necessario": così il premier, Romano Prodi, al Senato.

PRODI: NESSUNO HA MAI PARLATO BICAMERALE
''Nessuno ha mai parlato di Bicamerale''. Cosi' il premier Romano Prodi, entrando a Palazzo Madama, risponde ai cronisti che gli chiedono se il luogo fisico dove poter fare le riforme e la nuova legge elettorale possa essere una nuova commissione Bicamerale.

DICO: SU AVVENIRE APPELLO PER IL NO DA 24 COSTITUZIONALISTI
"Incostituzionale parificare famiglie e unioni". Tra i firmatari dell'appello sul quotidiano vicino alla Cei i presidenti emeriti della Consulta, Antonio Baldassarre e Riccardo Chieppa. Per gli esperti di diritto costituzionale i Dico non sono coerenti con l'ordinamento italiano perché darebbero rilievo pubblico ai rapporti gay che non essendo aperti alla generazione sono da considerarsi "privi di rilievo sociale".

28 febbraio 2007

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