Warner
Bros annuncia che dalla prossima estate la sua divisione Home Entertainment
inizierà a distribuire i propri
contenuti utilizzando la piattaforma di scambio file più usata
(al momento) dalla pirateria. In fase di lancio 200 titoli, da «Harry
Potter e il calice di fuoco» a «Natural Born Killers»,
dalla trilogia di «Matrix» a «La sposa cadavere» di
Alessandra Carboni
LOS ANGELES – Peer-to-peer e programmi per condivisione di file non saranno più i nemici numero uno delle major del cinema. Anzi: quelli che fino a ieri erano considerati i principali canali attraverso i quali agiva la pirateria cinematografica potrebbero addirittura diventare i migliori alleati di case produttrici e tutori del copyright. Grazie all’esempio di Warner Bros.
CONTENUTI WARNER IN CONDIVISIONE - Il gigante di Hollywood ha infatti annunciato che a cominciare dalla prossima estate la sua divisione Home Entertainment inizierà a distribuire i propri contenuti utilizzando la piattaforma di BitTorrent, uno dei più popolari servizi di condivisione in rete, utilizzato dagli utenti per scambiare (forse ora possiamo non dire più «rubare»?) file di ogni genere. Tramite la solita – da sempre contestata – tecnologia del file sharing, Warner Bros cercherà in pratica di convertire alla legalità i vecchi e irriducibili «pirati», semplicemente mettendo a loro disposizione sul canale di BitTorrent film e show televisivi scaricabili a pagamento (principalmente in modalità video-on-demand). Durante la prima fase di avvio del nuovo servizo saranno disponibili circa 200 titoli, tra cui «Harry Potter e il calice di fuoco», «Natural Born Killers», la trilogia di Matrix e «La sposa cadavere». Il prezzo per ciascun film disponibile al download sarà di circa 10 dollari, mentre per godersi una puntata della propria serie tv preferita gli utenti dovranno spendere un solo euro. I nuovi film saranno introdotti nel canale BitTorrent in contemporanea con l’arrivo nei negozi del Dvd corrispondente. Il servizio, per il momento, sarà attivo solo negli States.
BITTORRENT REDENTO - Ricordiamo che lo scorso novembre la società di
Burbank, attaccata e citata in giudizio dalle major, si è infine
impegnata con la Mpaa (Motion Picture Association of America) a fare
ammenda rimuovendo dai propri server i link alle copie illegali dei
contenuti protetti da copyright. Con il chiaro intento di promuovere
la distribuzione legale dei contenuti attraverso l’internet e
aiutare quindi le major a combattere la pirateria online. E guadagnandosi
così la sua buona reputazione.
Alessandra Carboni
09 maggio 2006
Fonte articolo: corriere.it
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