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Calciopoli: tutti gli uomini dello scandalo. Carraro verso la radiazione "Tace sul sistema Juve"
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Calciopoli: tutti gli uomini dello scandalo

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Carraro verso la radiazione "Tace sul sistema Juve"

Così Pairetto e Bergamo gestivano il loro potere, le carte dell'accusa. Federali e arbitri nel mirino
di ENRICO SISTI

ROMA - Eccoli qui, tutti gli uomini della cupola, messi uno in fila all'altro dal procuratore federale Stefano Palazzi. Sono gli uomini che negli anni hanno reso possibile e infallibile il sistema Moggi.

Franco Carraro a disposizione della Juve

Nella consolidata rete di rapporti, il nome di Carraro, ex presidente federale, ricorre frequentemente nelle carte del deferimento procuratore. In particolare nella sezione dedicata a Roma-Juventus: "La partita del 5/3/05 vede l'intervento del presidente Carraro nei confronti del designatore Bergamo, che dimostra, in modo incontrovertibile, la conoscenza, da parte del vertice federale, del sistema di condizionamento messo in atto dai due dirigenti della Juventus (Moggi e Giraudo, ndr) sul sistema arbitrale".

Lo sgarbo del designatore

"Il giorno prima della partita Lazio-Brescia, fissata per il 2 febbraio 2005, il presidente Carraro parla col designatore arbitrale Bergamo, sollecitando un suo intervento a favore della squadra laziale". Bergamo parla con Tombolini, invitandolo a "mettersi sulla lunghezza d'onde giusta". Tombolini però non concede un rigore alla Lazio. Il giorno dopo la gara "Carraro richiama con fermezza Bergamo per non aver eseguito le sue disposizioni, rimproverandolo di aver fatto, anzi, il contrario e sollecitandolo a dare in futuro un aiuto alla Lazio con una breve ma sintomatica frase "... poi però bisogna dargli una mano perché..."".

Innocenzo Mazzini, uno scudiero a Coverciano

Sulla posizione dell'ex vice presidente federale, il procuratore scrive: "La sua partecipazione al sistema in parola è dimostrata da tutta la sua attività, che ha comprovato il suo legame e la comunanza di interessi con Moggi, in generale e, in particolare, la sua partecipazione al sistema di condizionamento in esame".
Vengono ritenute decisive alcune conversazione telefoniche da lui avute con Giraudo, Lotito e Bergamo. Evidente la causa della sua centralità: "La sua carica gli consente di avere un contatto diretto con gli arbitri e i designatori sia a Roma che, soprattutto, a Coverciano".
A Mazzini viene soprattutto contestato di "essersi reso parte attiva e, nel caso specifico di Chievo-Fiorentina, a tratti, protagonista assoluto, nell'instaurazione e successivo consolidamento dei contatti fra i dirigenti della Fiorentina e il designatore arbitrale Bergamo, tendenti a ottenere un vantaggio per la Fiorentina, conseguente all'alterazione del risultato".

Paolo Bergamo, il telefono pagato da Moggi

Considerato dal procuratore un "soggetto essenziale del sistema di rapporti". Ex co-designatore degli arbitri, Bergamo "partecipa a molte delle riunioni specificamente descritte, è titolare dell'utenza riservata fornita da Moggi, che provvede a sostenerne il costo relativo, subisce inammissibili interferenze da parte di questo nella formazione delle griglie per il sorteggio, nella scelta degli assistenti per le singole gare, nella valutazione dell'impiego futuro degli arbitri".

"Bergamo è uno dei soggetti ai quali fa riferimento Moggi quando specifica i tipi di utilità, ben differenti dai panettoni, che gli vengono assicurate". Ma a Bergamo si rivolgono tutti: "In definitiva, tutte le sue conversazioni consentono di pervenire alla univoca conclusione della sua partecipazione al sistema di rapporti non regolamentari. Anzi, Bergamo è certamente uno dei maggiori artefici, anche in virtù delle sue funzioni, della gestione del sistema arbitrale finalizzato al condizionamento o alla lesione dell'imparzialità, in favore della società Juventus".

Pierluigi Pairetto la Fiat scontata

"Anche Pairetto fa uso di utenze riservate nei contatti con Moggi e Bergamo e, in aggiunta a quanto già riportato per Bergamo, va evidenziato il vantaggio conseguito al prevenuto con riferimento all'acquisto di vetture del gruppo Fiat con uno sconto del 50%".

Massimo De Santis La cupola degli arbitri

"La partecipazione di De Santis al sistema in esame emerge da tutti i colloqui telefonici fra gli altri soggetti, in cui si parla del suo ruolo, della sua attività e del particolare rapporto con Moggi, nonché dell'evoluzione di tale rapporto in un certo momento del campionato 2004/5".

L'ammissione

Lo stesso De Santis riferisce a Martino, dirigente arbitrale, che a partire da Parma-Juventus del girone d'andata di quel campionato "nel timore degli sviluppi dell'indagine napoletana, avesse iniziato ad arbitrare in un modo diverso e non sfacciatamente favorevole alla Juve per evitare di offrire elementi di prova ulteriori circa la sua vicinanza a Moggi e Giraudo".

Moggi, amico mio

"A dimostrazione dei rapporti di grande confidenza su temi delicatissimi, De Santis riferisce a Bergamo di aver detto a Moggi di non avere problemi con i due designatori e di aver paventato, sempre a Moggi e Giraudo, i rischi di nuove nomine, con la difficoltà di trovare un interlocutore affidabile che "... se dice A è A e se dice B è B chiunque troverai ti diranno tutti sì prima di prendere eventualmente un posto il giorno dopo che l'hanno preso... t'hanno fregato".

Daniele Tombolini, "Indottrinato" in attesa di giudizio

"Pienamente provato il suo "indottrinamento da parte di Bergamo (...) ma la sua valutazione specifica potrà essere compiutamente effettuata all'esito dell'ulteriore istruttoria resa opportuna dalla circostanzache, fino ad oggi, non risulta essere stato sentito né dall'Ufficio Indagini né dalla Autorità Giudiziaria Ordinaria".

(23 giugno 2006)

Fonte: repubblica.it

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