Nel mentre ci avviciniamo alla crescita zero, con salari da terzo mondo ed un potere di acquisto sempre più basso, le promesse elettorali impazzano - A fronte di questo disastro siamo chiamati a votare per eleggere la prossima classe dirigente al Governo del Paese.
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Promesse elettorali e i bisogni della gente

Articolo di Giovanni Falcone 14 marzo 2008

 

Nel mentre ci avviciniamo alla crescita zero, con salari da terzo mondo ed
un potere di acquisto sempre più basso, le promesse elettorali impazzano.
Tutti promettono tutto: si va dalla detassazione degli straordinari
all’abolizione dell’ICI sulla prima casa, dalla riduzione del carico fiscale
alle famiglie e imprese ad una maggiore sicurezza dei cittadini, dalla
realizzazione delle infrastrutture a chissà quant’altro ancora. Sembra
assistere ad un festival delle belle pensate; si tratta di promesse in
libertà, non costano niente e incoraggiano la speranza.
Qualcuno giustamente osserva che i programmi dei principali schieramenti
politici sono in tutto simili. Forse il buon senso, il disagio individuale o
collettivo della società italiana non ha colore.
Oggi, ripensando a ciò che ho appreso dalla stampa urlata e scritta degli
ultimi giorni, ai sondaggi sulle intenzioni voto oltre al diffuso scontento
che si percepisce, ho fatto una riflessione sulle drammatiche condizioni di
vivibilità provocata dai bassi salari.
La domanda che mi sono posto è: ma dov’erano questi “Soloni” (termine che discende da un tal Solone, famosissimo legislatore ) che oggi
mostrano stupore sulle condizioni socio economiche dell’universo mondo a
reddito fisso?
Con una triplice sindacale in servizio permanente effettivo e le due
presidenze di Camera e Senato affidate a illustri e pluridecorati
sindacalisti: non c’ero e se c’ero dormivo!!!
Nel frattempo, queste identiche persone che hanno governato negli ultimi due
anni e che ci hanno ridotto in questo stato, in vista di un rinnovo di
poltrone, promettono di porre rimedio a tutto campo.
Quando una classe politica – tuttora in carica fino all’appuntamento
elettorale del 13/14 aprile p.v. – ci ha fatto conoscere traguardi da record
in tutti i settori della nostra misera quotidianità, come dobbiamo
interpretare queste promesse?
Per meglio contribuire alla comune riflessione, penso che un riepilogo dei
fasti dell’ultimo biennio sia doveroso oltre che utile:
Nel mentre l’immondizia campana ci rende famosi nel mondo, la
classe politica locale e nazionale respinge ogni addebito e nessuno si sente
responsabile trovando il tempo di dimettersi;
La tassazione ha raggiunto e superato ogni record, a fronte di una
spesa pubblica in continua crescita;
Stop alle grandi opere pubbliche delle quali il Paese Italia ha
estremo bisogno (aeroporti, ponte sullo Stretto di Messina, NO TAV,
rigassificatori, termovalorizzatori, autostrade etc.);
La sicurezza è stata un optional con frontiere colabrodo. Gli
sbarchi di clandestini sono decuplicati, tutti entrano, senza lavoro, senza
casa e senza dignità. Le baraccopoli sorte nei grandi centri urbani
dimostrano l’apatia e l’assenza delle Istituzioni a gestire un problema
complesso, nel mentre la criminalità prospera e le carceri si riempiono.
A fronte di questo disastro siamo chiamati a votare per eleggere la prossima
classe dirigente al Governo del Paese.
Scegliere non è difficile!!! L’unica cosa che non ci possiamo permettere è
disertare le urne. Votare significa alimentare almeno la speranza di
cambiare.

Bari, 14 marzo 2008

Giovanni Falcone
Tel. 3357693411
Falcone Consulting Srl
Partita IVA 06483420722

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