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Manovra d'estate - Il Fisco raddoppia

Se non riusciamo ad aumentare le entrate fiscali, nell’attesa, si raddoppiano i tempi a disposizione dell’Amministrazione finanziaria per l’accertamento delle violazioni tributarie di rilevanza penale.

Nel contempo, ove non bastasse, è stata dimezzata la soglia economica di punibilità del danno erariale (comma 7, articolo 35 DL 223/06) portato da circa 100 a 50 mila euro di imposta evasa per la fattispecie di cui all’art.4 del D.Lgs. nr.74/2000 (Dichiarazione infedele).

Infatti, con la recente “Manovra d’estate” di cui al Decreto 223/06 (art.37, comma 24), i tempi per la contestazione delle violazioni contenute nel Decreto Legislativo nr.74/2000 si allungano, doppiando i termini di prescrizione finora applicati e raggiungendo la soglia del decennio.
Ciò significherà che, l’Amministrazione finanziaria, potrà notificare gli avvisi di accertamento entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello in cui è stata presentata la Dichiarazione o decimo anno successivo a quello in cui la stessa doveva essere presentata.
E’ ragionevole prevedere altresì, un significativo incremento del lavoro dei nostri Tribunali, ove si considera la riduzione della soglia di punibilità per l’inoltro della “notitia criminis” da parte degli appartenenti alla Guardia di Finanza ed all’Agenzia delle Entrate rilevata nel corso dell’attività ispettiva.

E’ anche questa una forma di ritorno al passato, laddove la vecchia legge denominata “Manette agli evasori” dell’inizio degli anni ’80 (nr.516/82) sovente, determinava l’avvio dell’azione penale anche in presenza di rilievi complessivamente modesti, ed avendo contribuito per decenni ad ingolfare le aule dei tribunali senza alcun significativo beneficio per l’Erario.

Allungare i tempi per gli accertamenti e minacciare l’azione penale per le violazioni tributarie non credo che potrà essere una strada foriera di risultati.

Sono metodi già visti e collaudati!!

I nostri “evasori, totali o paratotali” sono troppo abituati a queste crociate, ben sapendo di correre un rischio bassissimo di essere scoperti.

Ci sono aziende che durante l’intera vita imprenditoriale non vengono mai sottoposte a verifica, posto che la percentuale di possibilità è estremamente bassa, mentre, di converso, rimane altissimo l’interesse ad evadere potendo risparmiare un onere di circa il 50% sugli utili conseguiti.

Qual è l’alternativa?

Migliorare l’efficienza dei controlli, affinando le tecniche investigative tributarie migliorandoi le fonti d’innesco di un’attività di verifica e riducendo i tempi degli stessi interventi ispettivi, introducendo il metodo sicuramente più efficace del “MORDI E FUGGI”.

Se il contribuente disonesto sa che sarà beccato o che comunque il rischio che ciò avvenga si è elevato in termini esponenziali, l’atteggiamento è destinato a cambiare.

Diversamente, per aumentare le entrate erariali prepariamoci ad un altro bel condono tributario (indulto compreso), nella comune e ragionevole convinzione che l’imponibile sottratto alla tassazione – diretta ed indiretta – rimarrà significativamente alto.

Napoli, 06 settembre 2006

Giovanni Falcone

info@giovannifalcone.it

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