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Questa affermazione poco rassicurante: "Prima o poi, l'uomo che ha tradito la moglie farà esattamente lo stesso con l'amante che ha scelto per sostituirla", è del dottor David Reuben, l'uomo che ha venduto oltre un milione di copie del suo libro. Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere nel 1964, cioè quando ancora non c'erano tutti i libri di sessuologia che ci sono oggi in circolazione. Questa affermazione di Reuben è stata duramente contestata da altri sessuologi che non pensavano, come lui, che il tradimento, in amore, è come le ciliegie: una tira l'altra. Il dottor Reuben proya la sua tesi ci- tando il caso di una donna che ricatta l'amante sposato per indurlo a di- vorziare dalla moglie e sposare lei; tre anni dopo, pero si stupisce di sco prire che lui beve troppo e va a letto con la segretaria. Ma non basta. Reuben afferma inoltre che "poiché gli uomini (gli esseri umani) sono macchine a ripetizione, sono inconsciamente obbligati a ripetere sempre gli stessi errori". Ma questo è esattamente il contrario di cio che scoprirono il dottor Cuber e la dottoressa Harroff dei loro pazienti: alle seconde nozze, questi individui migliorarono ed ebbero matrimoni del tutto soddisfacenti. Cosi, anche cercando di documentarsi su libri specializzati in analisi della vita di coppia, si scopre ben poco di nuovo. La regola generale è che (forse) vi sono molti modi di vivere il cambia mento deI partner. C'è chi 10 vive con angoscia e chi, invece, provando un senso di liberazione incredibile. Una cara arnica mi ha confessato che dopo aver ottenuto il divorzio dal marito aveva "preso una sbronza coi fiocchi" per festeggiare la libertà riconquistata. Ma pochi mesi dopo, la stessa amica convolava a nuove noz ze con un uomo che l'aveva fatta in namorare alla prima occhiata. A quel punto, tutte le sue difese erano crol late e la paura del matrimonio, della convivenza, era svanita corne per magia. Forse è proprio questa, la magia del l'amore, la sua ingenuità quasi fanciullesca anche in età matura, a far sempre sperare. "Ho sposato delle donne e non mi sono mai pentito del matrimonio", era solito dire Mickey Rooney, un fa mago "piccoletto" hollywoodiano sempre in procinto di sposarsi o di vorziare. "Mi piace cosi tanto il matrimonio che mi sono sposata un'infinità di volte" ha affermato Liz Taylor, altra pluridivorziata. "Cambiare partner mi fa ringiovanire" ha detto, ancora, Cary Grant, uno dei più affascinanti attori americani. Ha ormai più di ottanta anni ma ne dimostra molti di meno. Che sia vera, che questi cambiamenti fanno ringiovanire? Forse è proprio cosi o, quantomeno, c'è l'illusione che sia cosi. Basta guardarsi attorno. Quante persone conosciamo che, cambiando amore, sembrano ringiovanire? Anche il vicino di casa, la donna delle pulizie, il ragioniere della nostra ditta, quando cambiano partner più o meno lecitamente, sembrano riacquistare un po' della giovinezza perduta. Chi è abituato a guardarsi in giro con attenzione, puo sempre costatare che questi cambiamenti producono effetti sorprendenti. Almeno all'inizio. Dopo, pecro', il discorso cambia. Si puo' anche ricadere nella noia, provare la voglia di liberarsi della nuova catena, rimpiangere il breve lasso di tempo passato in solitudine tra una storia e quella che l'ha seguita. Forse dovremmo chiederci se è il caso di riflettere tanto su cose che, diciamocelo francamente, dipendono più dall'istinto che dalla ragione. Ma c'è un altro elemento, che spesso gioca un ruolo importante nel cambio di partner. Talvolta la vita a due diventa molto solitaria; e non vorremmo essere banali ma davvero la "solitudine a due" . è la più dolorosa. Cosi, si sfugge a quella solitudine scegliendo di stare davvero da soli. E, all'inizio, tutto va benissimo. Si riprendono le amicizie abbandonate al momento del matrimonio (o della love story appena finita) si fanno gite, viaggi. Insomma, si riprende a vivere . intensamente. Ma c'è qualcosa in ag guato, ancora una volta. E questo qualcosa è la solitudine. "Brutta bestia, questa solitudine". Fa< cambiare idea sul concetto di libertà; fa scambiare per amore eterno l'attrazione di una sera; induce a ripetere degli sbagli già pagati a caro prezzo. Questa "brutta bestia" sempre in agguato colpisce ancora e ci si ritrova con un nuovo compagno, con nuovi ' legami (più o meno istituzionalizzati); con nuove scontentezze. È vero che ci sono anche persone che tengono duro, che non cedono alla paura della "brutta. bestia"; sono quelle che hanno avuto esperienze cosi traumatizzanti da aver paura anche dell'idea di un nuovo compagno amoroso; sono quelle che sanno gestire la loro libertà senza privarsene al primo sussulto del cuore o al primo incendio dei sensi. Sono, tuttavia, una minoranza. E come tale vengono trattati con un certo sospetto da chi, invece, ha il "vizio di convivere", di non restare solo. L'altro modo di cambiare partner, l'adulterio, non ha bisogno di molte analisi. Pero' bisogna dire che è, si, il più comodo, ma è anche il meno elegante. Disonestà a parte.
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