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Il corpo nudo è attraente solo se appartiene a persone giovani? Com'è usato il nudo integrale nel mondo dello spettacolo? Ed è giusto o no censurarlo? Vediamo di rispondere a questi interrogativi. Ammettiamo innanzitutto che quando si parla del potere seduttivo di un corpo nudo, ci si riferisce sempre e ineluttabilmente al corpo di chi ancora
non conosce le trasformazioni dovute agli anni che passano.
ln nessun dipinto celebre troveremo una Venere anziana o un Adone con pancetta e doppiomento. La bellezza è giovane, l'amore anche, il desiderio, poi, è proprio qualcosa che riguarda solo i giovani. Questo, almeno, nei fatti che riguardano l'arte e la cultura del passato. Oggi, questi punti di vista sono stati modificati. Per esempio, il poeta francese Charles Baudelaire arriva all'elogio della vecchiezza, delle nudità orripilanti di vecchie donne senza denti ma perversamente affascinanti. Teniamo, comunque, conto anche di queste esperienze culturali che non hanno certo modificato il gusto del nudo giovane ma che hanno dimostrato come la natura dell'uomo sia anche portata a piccole (o grandi)
trasgressioni del gusto. Nell'intimità del talamo, la donna si
mostra nuda solo se si sente sicura di sé. È un fatto culturale acquisito: le hanno insegnato che per essere seducente deve essere bella e giovane. Passata la bellezza e la giovinezza,
difficilmente si concede l'impudicizia. Esibirsi nude è un modo di confermare la fiducia in se stesse e quando la nudità è integrale, la donna che la mostra è sempre sicura di piacere.
Ma ancora una volta, deve sentirsi non soltanto giovane ma anche bella. "Ho un sedere grossissimo. Non mi sognerei mai di metterlo in mostra, fosse pure per mio marito. Da vent'anni siamo sposati ma non ho mai avuto il coraggio di circolare per casa senza veli addosso. La mia nudità è qualcosa che mio marito non ha mai visto, in posizione eretta", scriveva la
lettrice di un settimanale femminile. La titolare della rubrica della posta, le rispondeva "non è detto che per amare il proprio corpo si debba possederne uno assolutamente perfetto". È vero che quello di esibire la propria nudità non è un diritto dei giovani e belli soltanto. Ma resta il fatto che
un certo condizionamento, data da una certa cultura del bello, del "patinato", resta comunque infatti, anche se facciamo di tutto per liberarcene. I danni arrecati al corpo dal trascor-
rere degli anni, tuttavia, non sono solo fatti estetici ma anche psicologici; il pudore dell'anziano non riguarda una valutazione negativa della propria avvenenza ma la consapevolezza di avere un corpo sfiorito e quindi da non esibire nudo. Il nudo usato corne trappola per attirare la persona amata funziona, quindi, solo quando si hanno tutte le carte in regola, gioventù compresa? No diremmo. Il tempo non passa invano, nelle case che riguardano l'emancipazione delle persone. E con il tempo si sono rivalutati molti aspetti
del vivere in due. Compreso quello del vivere l'intimità in modo più libero, sganciato dalle formule stabilite da altri.
ln altre parole, non siamo più tanto sicuri che solo un giovane Adone passa eccitare le fantasie d'una donna. Anche un maturo maschio un po' fané, se sorretto da doti di virilità e di
comportamento, puo' suscitare il desiderio. E la donna, anche se non in boccio o al culmine del suo splendore, conserva, se vuole (e ha intelligenza delle cose di sesso) il suo fascino, arricchito dell'esperienza, dalla canoscenza dei desideri del suo partner. Oggi si cerca di eliminare ogni discriminazione. E anche quella der chi non è più giovane va attenuandosi.
Da qualche anno capita di vedere dei nudi integrali anche a teatro. Abbiamo visto attrici di prosa molto impegnate a torso nudo o anche integralmente spogliate. Questo non ha mini-
mamente influito sulla qualità della recitazione né sul rispetto che il pubblico ha, di fronte a chi sa recitare. Ma è davvero importante, il nudo a teatro? Persino in qualche opera lirica s'è vista una soprano seminuda. Per non parlare del balletto dove ormai è facile vedere interi corpi di ballo nudi come Adamo edEva. Tutto questo è liberatorio, gioioso e serve a togliere pregiudizi attorno all'esibizione del corpo umano. E serve nella misura in cui toglie drammaticità alle cose del sesso. La cosa che, pero', più ci fa pensare, è che il pubblico, dopo un primo sobbalzo di stupore, s'è abituato a queste nudità esibite sotto le luci della ribalta e ha accettato i modi e le forme di questo nuovo linguaggio del corpo. La stessa cosa, in modo più massiccio e non sempre con modalità e fini
artistici, è successa nel cinema. Il primo nudo integrale, nel cinema, porta la firma di un regista tedesco e di un'attrice (Hedy Lamarr) celebre per la sua bellezza un po' statica ma
perfetta. La Lamarr si esibiva, completamente nuda, in un bosco; ma si trattava di un'apparizione della durata di pochi secondi. Questo, pero, basto' a scatenare una rissa di proteste indignate da parti di singoli e di gruppi. Il mondo puritano e ancora un po' ipocrita degli anni trenta, di fronte a questi primi, timidi tentativi di portare in pubblico la parte più privata della vita, si ribellava con forza.
La paura di cambiamenti che potessero mettere seriamente in crisi il sistema repressivo in atto nella società e nella famiglia, dava a tutti la misura dei pericoli che la società del tempo stava per correre. E ancora, negli anni trenta-quaranta un'altra scena cinematografica fece tremare l'ltalia. Si trattava di una scena di nudo (parziale, poiché la bella attrice aveva solo il seno scoperto) girata da Clara Calamai, diva del regime e bellissima donna dal viso esotico e dal corpo slanciato.
Dopo, fino agli anni del dopoguerra, non s'è più tentato di portale sugli schermi la nudità integrale. Gli americani, nei loro film più audaci, ci mostravano donne bellissime che, a
letto, indossavano camicie da notte simili ad abiti da gran sera. Ma non basta. Quando queste eroine dovevano alzarsi dal letto, sia pure dopo una notte d'amore (ma questo lo si
indovinava a malapena) si premuravano di indossare sopra la camicia anche una vestaglia ben stretta attorno alla vita e al collo. Niente nudi, quindi,fino agli anni sessanta quando si comincio' a vedere attrici che si spogliavano, che mostravano parti anche abbondanti del loro corpo, che facevano bagni di
schiuma o docce sotto gli occhi incuriositi del pubblico.
Qual era l'effetto di quei primi tentativi di svecchiamento del gusto? Quali le reazioni dei soliti bacchettoni sempre pronti a picchiare sulle mani chi osava trasgredire, sia pure solo
con le immagini? La censura, in ltalia ma anche altrove, ebbe un decennio di grande attività. Si misero fuori circuito pellicole che avevano solo qualche scena di nudo. Oppure film che mostravano baci troppo passionali, atteggiamenti
troppo intimi tra persone di sesso diverso. La strada che avrebbe portato all'esibizione di interi amplessi, intere nudità e persino ad amplessi omosessuali, s'era appena aperta. Nessuno se ne accorse poiché le cose vennero fatte gradualmente, come si conviene quando c'è l'intendimento
di emancipare, svecchiare, rivoluzionare. Che il buon gusto fosse presente in tutte queste pellicole, è difficile affermarla. Ma che in questi primi tentativi ci fosse non solo la voglia di "far cassetta" ma anche quella di cominciare un discorso nuovo sulla coppia, sul sesso, sulla nudità, è indubbio.
Oggi, accanto a film di sicuro valore, in cui si vedono scene di nudo e di erotismo anche spinto, c'è lotta, dei film-porno, delle porno-cassette, dei porno-spettacoli e via elencando. Nei film "a luci rosse" la nudità è di rigore, anche se spesso non si tratta di nudo integrale ma di nudo "condito" da una giarrettiera, da un négligé, da una scarpetta a tacco alto. Pare che i fruitori di pornografia, siano essi frequentatori di cinema o acquirenti di porno-cassette televisive, abbiano più il gusto del nudo parziale che non del nudo integrale.
"Una bella donna completamente nuda è corne un bel quadro senza cornice", diceva Pitigrilli, scrittore della prima metà delsecolo XX che con la sua Bionda a diciotto carati e la sua Dolicocefala bionda faceva sussultare di indignazione i benpensanti del tempo. È vero, comunque, che anche oggi,
quando in un film c'è una scena che comporta il nudo, spesso si tratta di nudo "incorniciato", cioè impreziosito da qualche particolare dell'abbigliamento intimo. È ridicolo parlare sempre della famosa giarrettiera fiera che fa spiccare il
bianco della coscia. Ma una coscia nuda è meno sexy di una corredata da giarrettiera.
Esiste una vera e propria industria, fiorentissima, di indumenti sexy che spesso vengono mandati per corrispondenza a chi ne fa richiesta, scegliendo su un catalogo. Oggi, quindi, il nudo ha diritto di ingresso in ogni spettacolo e a maggior ragione nel cinema che, in questo campo, è stato davvero all'avanguardia. Si puo' approvarlo o no. Ma il fatto che il nudo abbia un suo spazio negli spettacoli è una delle conquiste fatte da chi voleva liberalizzare il sesso ma anche la vita.

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