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=>Mondo Blu: ENCICLOPEDIA DELL'AMORE, Superare le distanze- by megghy.com<=
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SEDUZIONE: SUPERARE LA DISTANZA

Nessuna "tecnica della seduzione" puo funzionare se non tiene conto delmodo di superare la distanza, breve ma piena di incognite, che separa lui da lei quando si
trovano di fronte; se non suggerisce, insomma, come percorrere gradualmente e con successo quei pochi me-
tri che portano dall'estraneità all'intimità. "Tenere le distanze" non è soltanto un modo di dire, ma corrisponde a una realtà che ognuno di noi, senza rendersene conto, sperimenta ogni giorno.
Sotto questo aspetto, le distanze da considerare sono almeno quattro:
1) distanza "pubblica": oltre i tre metri;
2) distanza "sociale":fino a tre metri;
3) distanza "personale": da mezzo metro a un metro;
4) distanza "intima": mena di mezzo metro.
Che cosa accade durante questo percorso di avvicinamento dalla distanza "sociale" alla distanza "intima"? Vi sono non meno di cinque tappe da superare, che il seduttore (o la seduttrice) deve tenere presenti
perché esse sono condizionate, nell'uomo come nella donna, da una serie di segnali (espressioni, gesti, posi-
zioni, atteggiamenti) prevalentemente involontari. Segnali, sovente anche, inconsapevoli, che fanno parte del "linguaggio del corpo", che la destinataria o il destinatario recepiscono in profondità e ai quali reagiscono, a loro volta, spesso in modo altrettanto involontario e inconsapevole. Anzitutto, qual è l'ostacolo maggiore?
Quello del timore, della diffidenza, del fastidio che l'approccio iniziale altrui suscita sempre, istintivamente,
in tutti noi, e soprattutto nella donna verso l'uomo anche se bello, elegante, attraente. Per superare questa barrie-
ra non c'è che un sistema: cominciate, e mantenere, un corteggiamento gentile, prudente, graduale, cosi ras-
sicurante da rendersi a mano a mano sempre più accettabile, e infine desiderabile. Un corteggiamento da tradurre in avvicinamento, fino alla distanza "intima", attraverso cinque fasi, cinque tappe. Ecco quali.
Mostrarsi, senza equivoci, per quello che si è (e cio vale sia per l'uomo sia per la donna). Non tentare di mascherarsi con una personalità fittizia (spesso leio lui se ne accorge subito) ma essere il più possibile se stessi.
Evidenziare segnali di amicizia, di sottomissione e perfino di debolezza, per risultare rassicuranti e vulnerabili, quindi più avvicinabili. Lui e lei cominciano a guardarsi con maggiore attenzione. La dilatazione delle pupille (aumentata) e il battito delle palpebre (più frequente) indicano che si è "colpito nel segno". Se poi lo sguardo dura più di qualche secondo e l'abbassamento degli occhi
avviene timidamente, cio vuol dire "contatto stabilito". Un altro segnale involontario, molto indicativo di attrazione reciproca, è un certo sincronismo dei movimenti di lei e di lui, soprattutto la rotazione parziale del corpo e, in particolare, lo sporgersi in avanti che indica tendenza all'ulteriore avvicinamento. Attraverso il linguaggio, l'uomo e la donna rivelano l'intelligenza, l'educazione, la cultura di cui sono dotati e il ceto al quale appartengono. Ma, al di là di quello che dicono, cosi, si trasmettono altri segnali: alcuni più o meno consapevoli, come il tono e la
modulazione della voce; molti altri involontari, attraverso le espressioni degli acchi, delle labbra, dei lineamenti, del viso nel suao insieme, l'alito, il respiro. Le ose piu' importanti "si confidano" a questo livello muto dove passano emozioni e sentimenti. A quello parlato avviene il dialogo dove passano parole e pensieri che, se si vuole accorciare ancor più le distanze, vanno indirizzati sia a invitare l'altra persona a parlare di sé, sia a parlarle con semplicità di se stessi. Se, parlando, lei o lui mostra di non opporsi a una graduale riduzione della distanza, si puo dare inizio alla fase tattile toccando, per esempio, la
spalliera della sedia o della poltrona dove la persona si trova, oppure la borsa, o l'orologio che tiene al brac-
cio. Questo tocco indiretto suggerisce la propria intenzione di "andare oltre". Di solito il primo contatto reciproco di pelle avviene con la stretta di mano; ma quello che fa parte del corteggiamento si realizza spesso, in modo più o meno casuale, sotto forma di lieve carezza. Se questo approccio non suscita una reazione decisamente negativa, ben presto allora i segnali tattili si moltiplicano sotto forma di altre carezze, tenersi una mano sulla spalla, darsi colpetti. Il tutto in un modo gentile, anzi infantile, avvertibile anche nel tono della voce e che, rassicurando ancor più, porta a un avvicinamento più intimo e favorisce l'eccitazione: sia perché il dialogo, che si fa via via meno fitto, "scivola" verso il contatto fisico, sia perché la pelle è l'organo di senso più esteso e più erotizzante.
Qui, di solito, è la donna che decide ..se avanzare o aspettare, se lasciarsi "...andare o fare marcia indietro. Se poi l'uomo, non più tanto gentile, decide di "forzare la mano", questo fa parte del gioco (piacevole) o della sopraffazione (più o meno violenta, ma sempre riprovevole).

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